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Al via il recupero e la messa in sicurezza di Poggio Ranocchio

L’assessore Ranucci: «Opera a costo zero per il Comune. Riqualificheremo una delle aree più belle della cinta muraria»

L’assessore Ranucci: «Opera a costo zero per il Comune. Riqualificheremo una delle aree più belle della cinta muraria»

TARQUINIA – «Al via tra pochi giorni l’intervento per il recupero e la messa in sicurezza di Poggio Ranocchio». Lo comunica l’assessore ai lavori pubblici Anselmo Ranucci: «L’opera, dal costo di 465 mila euro, è interamente finanziata dal commissario straordinario delegato per la mitigazione del rischio idrogeologico della Regione Lazio. – prosegue – In un periodo di grave crisi finanziaria, che attanaglia tutti gli enti pubblici, l’Amministrazione è riuscita ad accedere a questo fondo speciale, che renderà finalmente fruibile uno dei luoghi più belli del centro storico di Tarquinia. I lavori sono complessi e riguarderanno il taglio della vegetazione infestante e l’estirpazione delle radici alla base del poggio; la scarnitura, la raschiatura e la pulizia delle crepe e il successivo riempimento con iniezioni; il rinforzo della parete calcarea (comprese le opere di rivestimento in pietrame locale) e quello strutturale delle mura, con la posa di speroni in muratura e muri di contenimento; il rinverdimento dell’area e opere d’ingegneria naturalistica per la sistemazione della scarpata; la creazione di un percorso pedonale sottostante le mura». L’intervento concluderà la serie di opere di riqualificazione della cinta muraria realizzate in via Valverde, a ridosso della chiesa di Santa Maria in Castello, tra l’arco di via Giuseppe Garibaldi e via di Porta Tarquinia, e alla Barriera San Giusto. «Ringrazio il commissario straordinario delegato per la mitigazione del rischio idrogeologico, il progettista ingegner Daniele Baffo e i tecnici del mio assessorato Adorno Brunori Adorno e Sandra Meloni. – aggiunge l’assessore Ranucci – Il progetto, una volta terminato, amplierà il percorso turistico che da Palazzo Vitelleschi conduce al Torrione detto di “Matilde di Canossa” e alle chiese di Santa Maria in Castello e di Santa Maria in Valverde».

 

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