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Bimbo morto: oggi l’autopsia

Bimbo morto: oggi l’autopsia

MONTALTO. Stamattina sarà anche affidato l’incarico peritale con la nomina dei consulenti. Ieri mattina i Carabinieri del Nas hanno effettuato verifiche presso l’ospedale di Tarquinia. La nonna Maria: "Assurdo che un ragazzino sano muoia"

MONTALTO – Sarà effettuato nella giornata di oggi presso l’istituto di medicina legale della Sapienza di Roma l’esame autoptico sul corpo del piccolo Leonardo, il bimbo di due anni e mezzo deceduto la notte tra venerdì e sabato dopo essere stato rimandato a casa, a Pescia Romana, dall’ospedale di Tarquinia dove era stato sottoposto ad un controllo medico per via della febbre alta, ma anche di faringite ed acetone. Il sostituto procuratore Bianca Maria Cotronei  ha affidato l’incarico al dottor Luigi Cipollini. Stamane inoltre, prima ancora dell’esame autopico, presso gli uffici della Procura si procederà con l’affidamento dell’incarico peritale, relativo cioè alla nomina dei consulenti di parte che verranno nominati dai legali difensori. I genitori del piccolo Leo, Valentina e Filippo, sono rappresentati dall’avvocato Pier Salvatore Maruccio che quale consulente nominerà oggi il professor Natale Mario Di Luca. I due medici dell’ospedale di Tarquinia, il responsabile del pronto soccorso e il pediatra di turno, indagati per omicidio colposo come atto dovuto, in un primo momento erano rappresentati d’ufficio dall’avvocato Daniela Datice, ma nella tarda giornata di ieri hanno poi nominato legali di loro fiducia. Tutta da chiarire ancora la morte del piccolo Leonardo. In proposito, anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha disposto un’indagine ispettiva presso il nosocomio etrusco con l’obiettivo di “verificare se a causare la morte del piccolo abbiano concorso anche fattori organizzativi e se l’ospedale sia tra quelle strutture in grado di assicurare assistenza specialistica pediatrica in emergenza”. E proprio ieri mattina una serie  di verifiche sono state effettuate dai carabinieri dei Nas, dopo che la Procura di Civitavecchia aveva ordinato, nell’immediatezza del fatto, il sequestro della cartella clinica del bambino. Sono stati i carabinieri di Pescia Romana, al comando del maresciallo Sergio Ferraro, a depositare il documento sanitario sul tavolo del procuratore Gianfranco Amendola. Nelle prossime ore i due medici saranno sentiti dagli inquirenti per fare luce proprio sulle eventuali responsabilità. Il piccolo Leo, come si ricorderà, era stato dimesso con una terapia farmacologica che prevedeva antibiotici e tachipirina. Cosa sia poi accaduto nelle ore successive, quando il bambino dormiva nel letto con mamma e papà sarà l’autopsia a stabilirlo. Per il momento si sa soltanto che nella bocca del piccolino sarebbe stato rinvenuto del liquido, una circostanza questa che farebbe sospettare ad un improvviso rigurgito che potrebbe aver soffocato il piccolo. Ma c’è anche chi parla di sospetto meningite. Nel frattempo va avanti anche l’indagine interna avviata subito dalla Asl di Viterbo al fine di appurare se siano state rispettate tutte le procedure previste dai protocolli. Anche la Regione Lazio ha chiesto al Commissario della Asl di Viterbo «una relazione con informazioni dettagliate sull’inchiesta interna poiché quanto accaduto genera una forte inquietudine e necessita al più presto di esaustivi chiarimenti». Intanto sulla vicenda resta cauto l’avvocato Pier Salvatore Maruccio: «Bisogna fare un distinguo – dice il noto penalista di Civitavecchia – tra quello che è il fatto in sé, considerando anche il dolore della famiglia e la drammaticità del caso. È un dato oggettivo che fatti di questo genere purtroppo siano legati a delle implicazioni tecnico-professionali, vale a dire a situazioni che evidenziano una disorganizzazione o una cattiva disponibilità del servizio pubblico nei confronti dell’utente. Altrettanto oggettivo il dato di carattere tecnico  che potrà derivare esclusivamente dai risultati dell’indagine autoptica. Oggi come oggi non siamo in grado di  dire i motivi della morte del bambino. Naturalmente saranno effettuati tutti i dovuti accertamenti. Attendiamo dunque l’esito, che è essenziale, e poi trarremo le nostre conclusioni». Intanto anche su facebook fioccano i commenti e gli attestati di vicinanza ai genitori del piccolo Leonardo travolti da un dolore incolmabile.  Anche la nonna di Leonardo, Maria Carboni, ha raccontato la disperazione della famiglia ai microfoni del Tg4: “A mezzanotte gli hanno dovuto mettere un’altra tachipirina –ha detto la nonna – perché aveva la febbre. Alle tre e mezza Leonardo si è svegliato ed ha mangiato perché non aveva cenato. Poi si è addormentato. E’ morto nel sonno. Il dottore ci ha detto che non se ne è accorto. Non ha sentito niente”. Poi l’accusa contro i sanitari: “Non hanno fatto niente. Non gli hanno dato niente. Niente!”. Del caso che lascia sotto choc la piccola comunità di Pescia Romana si occuperà anche la trasmissione televisiva ‘‘La vita in diretta’’.(a.r.)

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