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Tra gli indagati il tecnico del Comune di Ladispoli

Tra gli indagati il tecnico del Comune di Ladispoli

CANALE MONTERANO. Proseguono le indagini della Guardia forestale di Civitavecchia e Tolfa. Richieste misure interdittive sia per Gangitano sia per Malgieri

CANALE MONTERANO – Proseguono le indagini della Guardia Forestale di Civitavecchia e Tolfa a Canale Monterano. Dopo lunghe indagini da parte della Guardia Forestale, su coordinamento della Procura di Civitavecchia (pm Paolo Calabria), sono stati iscritti nel registro degli indagati il sindaco Angelo Stefani, 2 tecnici: Gangitano e Malgieri; il vicesindaco Maria Rina Argento (per quest’ultima si è proceduto alla perquisizione nel suo domicilio e dell’ufficio presso la Regione Lazio dove presta servizio); i consiglieri di maggioranza Mariano Giovarelli, Marco Coda, Maurizio Guastini, Patrizia Ruggeri e Marco Monarca. L’accusa riguarda reati contro la Pubblica amministrazione in tema di Urbanistica e Lavori pubblici. Tra i reati contestati ci sono infatti omissione, abuso e falso nell’esercizio di Pubblici uffici. Il procuratore ha richiesto al gip misure interdittive per i due tecnici Malgieri e Gangitano, quest’ultimo è un tecnico anche del Comune di Ladispoli e negli anni ‘90 fu arrestato per reati in tema di Urbanistica. Gli uomini della Forestale hanno sequestrato oltre 80 plichi contenenti pratiche edilizie e permessi a costruire soprattutto sanatorie e certificati VIA rilasciati anche per aree insite nella riserva naturale. Intanto proseguono le indagini e l’operazione, pertanto, non è ancora conclusa e non è escluso che altre persone possano essere aggiunte ai nove ai quali è stata già notificata la notizia di reato. Da rilevare che da tempo la Regione Lazio aveva scritto dure note nelle quali si parlava di ‘‘procedure illegittime ed incapacità dell’Ente a disporre della materia’’. La storia, quindi, andrebbe avanti da quasi un anno e tra i motivi della protesta di Regione e dell’Ente Parco di Canale Monterano consisterebbe nel tentativo del Comune di modificare il regime di salvaguardia di un’area protetta, senza che sia stato richiesto il parere del direttore della Riserva, una modifica che non spetta al Comune ma alla stessa Regione ed inoltre il Comune avrebbe adottato, con procedure illegittime, il piano paesaggistico della Regione non ancora definitivamente approvato. Dopo un lungo braccio di ferro tra Comune e Regione, quest’ultima ha intimato al sindaco di Canale Stefani di annullare tutti gli atti deliberati dall’amministrazione indirizzati a stimolare l’edificazione all’interno della Riserva con l’applicazione del ‘‘Piano casa’’ sull’88 per cento dell’area protetta. Stefani e gli altri amministratori, però, non hanno accolto l’intimazione e hanno continuato nella loro strada non annullando le delibere come richiesto dalla Regione. Contro l’amministrazione comunale si era espresso anche il ministero dell’Ambiente. (Rom. Mos.) 

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