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Privilege, gli operai non mollano

Privilege, gli operai non mollano

Oggi il volantinaggio in centro da parte delle mogli. Ieri l’occupazione dei binari all’interno del porto

CIVITAVECCHIA – Seconda tappa di quell’escalation di iniziative che gli operai Privilege hanno intenzione di mettere in atto in questi giorni. Questa mattina le ‘‘donne Privilege’’, armate di determinazione, voglia di far sentire la propria voce, entusiasmo e tanta pazienza, sono state protagoniste di un’azione di volantinaggio in occasione della festa di Santa Fermina. E proseguirà anche oggi pomeriggio. Tra le bancarelle della fiera, fuori la Cattedrale, nelle strade del centro hanno consegnato dei volantini alla città, per informare tutti di quanto sta accadendo al cantiere: “Lo yacht dei potenti che affama i lavoratori. 40 giorni senza risposte, 6 mesi senza stipendio, futuro senza lavoro. Le istituzioni e una classe politica inadeguata si sono dimenticate delle nostre famiglie…noi non ci dimentichiamo di loro. Pretendiamo risposte. La città non può sopportare altri 160 disoccupati, né la loro indignazione! Difenderemo il futuro dei nostri figli. Non ci fermeremo”. Questo il testo del volantino distribuito tra la gente.
Un’iniziativa che non è isolata, ma che ha seguito invece quella più eclatante di ieri mattina, quando gli operai della Privilege Yard hanno occupato i binari all’interno del porto. Un atto dimostrativo, per far capire a tutti che non hanno mollato e non intendono farlo. Almeno finché non si risolverà questa situazione. Sul posto anche la Polizia, intervenuta per far rimuovere il blocco dopo diversi minuti di protesta. Il trenino dei turisti era già passato e non c’erano convogli merci in manovra. «Abbiamo scelto un giorno festivo per non arrecare troppi disagi – hanno spiegato – ma per far capire che non abbiamo abbandonato la lotta, anzi, siamo pronti a far sentire ancora di più la nostra voce».
Una voce che da 40 giorni ormai tentano di far sentire a vari livelli. Da quando hanno deciso di occupare un cantiere dove, da sette anni, non si è costruito neanche un megayacht. L’unico, quello ancora coperto dalle impalcature, ospita da più di un mese un presidio fisso di lavoratori. L’altro ai cancelli dello stabilimento. Nel frattempo si attendono risposte, concrete. Sullo sblocco dei 90 milioni dalle banche, con i sindacati che hanno lanciato un ultimatum: lo sblocco della situazione entro il 30 aprile o la consegna dell’area ai lavoratori. Ma anche sul tavolo al Ministero di cui, dopo una prima riunione, non si è saputo più nulla. 

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