Pubblicato il

"Prostituzione, le vittime sono le ragazze, non la pubblica decenza"

CIVITAVECCHIA – Sull’allarme prostituzione interviene il candidato al consiglio comunale della Lista Tidei, Marco Coccia: “Mi dispiace – dichiara Coccia – che il problema della prostituzione in città venga inquadrato solo ed esclusivamente in un’ottica di repressione a partire da preoccupazioni moralistiche. Non credo che il problema sia l’intralcio alla circolazione né, con il dovuto rispetto,  il turbamento dei pellegrini diretti a Pantano dalla locale madonnina. Sono convinto che dietro alla prostituzione ci siano drammi umani, situazioni laceranti fatte di violenza e sopraffazione le cui prime vittime sono proprio le ragazze costrette a prostituirsi. Proprio le ragazze andrebbero sostenute, aiutate, incoraggiate a scuotere il giogo della schiavitù sessuale e a liberarsi dei propri aguzzini. Io mi preoccupo per loro, non per la moralità pubblica né per il turbamento dei pellegrini”. Sul tema interviene anche Michela Grasselli, anch’essa candidata al consiglio comunale per la Lista Tidei. “L’appello  dell’associazione cattolica cita anche i rischi per la salute pubblica – ha sottolineato -essere una prostituta non vuol dire essere infetta. Trovo questa posizione estremamente degradante e maschilista perché glissa sulle responsabilità dei clienti, ovviamente maschi. È impropria e discutibile anche la condanna della sessualità, i toni di saccenza e presunta superiorità morale che si leggono tra le righe dell’appello. Francamente non trovo nulla di male nel sesso tra persone adulte e consenzienti. Trovo invece molto di male, perché basato sulla costrizione e sulla violenza, lo sfruttamento della prostituzione, che noi dobbiamo condannare e contrastare. Ma questa operazione deve avvenire tenendo presente che la vittima non è la pubblica decenza, ma la ragazza che subisce violenza e viene costretta a vendere il proprio corpo”.

ULTIME NEWS