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Ladispoli. Festeggiamenti per i 101 anni di ‘‘Nena’’ Freccia

LADISPOLI – Un concerto dell’orchestra giovanile Massimo Freccia e la visita ufficiale dell’ambasciatrice di Cuba in Italia, Lourdes Escabar, per festeggiare i 101 anni di Maria Luisa Azpiazu Freccia ‘‘Nena’’, vedova del maestro Massimo Freccia. «Portare a tutti – ha detto il sindaco Crescenzo Paliotta – il messaggio della grande musica: questa la missione che sta infaticabilmente realizzando Nena Freccia, una missione che ha sempre caratterizzato sia la sua vita che quella del marito. Con il direttore Massimo Bacci e l’associazione Massimo Freccia, di cui è presidente, ha creato a Ladispoli una grande orchestra sinfonica, l’Orchestra Giovanile Massimo Freccia, caratterizzata dall’incontro artistico di quattro generazioni di artisti: dai bambini agli studenti di conservatorio, dalle giovani promesse concertistiche ai professionisti e docenti delle principali Istituzioni musicali italiane». Una formula innovativa che ha permesso di raggiungere in poco tempo risultati incredibili, con un vasto repertorio che spazia dal barocco al grande repertorio sinfonico fino alle ultime sperimentazioni multimediali. Il concerto sinfonico dell’Orchestra Giovanile Massimo Freccia, diretto da Massimo  Bacci, dedicato ai 101 anni di Nena Freccia si terrà domenica 11 maggio alle 18,30 presso la sala polifunzionale in via Ivon De Begnac. In programma la Pastolare di Beethoven, l’ouverture del Barbiere di Siviglia e l’ouverture di Semiramide di Rossimi e Danze Polovesiane di Borodin. «Una vita, quella di Nena Freccia – ha proseguito Paliotta – tutta improntata sulla cultura e costellata da incontri con musicisti, scrittori, filosofi e pittori che hanno scritto la storia del Novecento. Toscanini, Stravinsky, Horowitz, Dallapiccola, Picasso, Lam, Hemingway, Cabrera, Gershwin … non sono che alcuni di loro. Ma nella vita di Massimo e Nena Freccia c’è stato un musicista e compositore che ha segnato in modo tangibile il loro futuro. Si tratta di Renzo Rossellini, fratello di Roberto e autore di opere di grande spessore storico e sociale. Per Renzo Rossellini Ladispoli fu il luogo privilegiato delle vacanze dell’infanzia e dell’adolescenza. Ad affascinarlo erano soprattutto i  “giuochi di colori strani e irrequieti del cielo specchiato nell’acqua paludosa e il concerto incredibile nel quale ogni animale diceva la sua con una forza primitiva e selvaggia” della palude di Torre Flavia. E furono proprio “gli anni , le ore i sogni  di quell’infanzia vissuti nell’incanto virgiliano della natura” che Renzo Rossellini fa rivivere nella breve composizione “Canto di palude”. Alla fine degli anni ’30 mentre si consolidava il suo successo di compositore, Rossellini diventò amico di un giovane direttore d’orchestra: Massimo Freccia che all’epoca dirigeva l’Orchestra sinfonica di Budapest. Tra i due nacque una grande amicizia tanto che tra le partiture che Freccia portò con se quando lasciò Roma c’era il manoscritto originale di Canto di Palude che l’amico Renzo gli aveva regalato. Nel dopoguerra Freccia fu direttore dell’orchestra sinfonica della Rai e risale proprio a quel periodo il primo rapporto fra il maestro Freccia e Ladispoli, che scelse questa zona per trascorrervi alcuni mesi d’estate. Nel 1988 la casa nel borgo di Palo dei Principi Odescalchi, suoi cugini attraverso la parentela dei Rucellai di Firenze, divenne il buen retiro di Massimo e Nena Freccia. E in questa casa immersa nel verde a due passi dal mare, il maestro Freccia portò con se tra i tanti ricordi della sua bellissima carriera anche il manoscritto Canto di palude che dopo aver girato il mondo tornò così nel luogo per il quale era stato scritto  le cui note, il 25 ottobre del 2003, risuonarono per la prima volta nei luoghi che lo avevano ispirato. “Nena Azpiazu  – ha detto il sindaco Crescenzo Paliotta – e’ stata una instancabile promotrice di iniziative e progetti culturali. Nena ci ha sempre ricordato che una città per essere tale deve avere almeno tre cose: una biblioteca, un’orchestra e un teatro. Il suo continuo richiamo ed il suo «entusiasmo» verso tutto quello che riguarda la cultura sono stati per noi tutti uno stimolo per arrivare a traguardi che fino a pochi anni fa sembravano inarrivabili». 

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