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"Concordia a Civitavecchia, si può fare"

CIVITAVECCHIA – «In questo ambito, per la situazione geografica e la diffusione ed articolazione del sistema portuale, l’Italia può rappresentare un’alternativa, a livello internazionale, rispetto alla pratica connessa alla “demolizione di navi” in India e in altri paesi sottosviluppati, attraverso un inaccettabile sfruttamento della forza lavoro che produce migliaia di incidenti mortali ogni anno ed enormi danni ambientali. Occorre partire dalle direttive della Comunità Europea per impedire una pratica alimentata da demolitori ed armatori senza scrupoli. Alcuni porti italiani hanno caratteristiche e condizioni per candidarsi a svolgere questo tipo di attività, anche attraverso la costruzione di una lunga filiera industriale da basare sul rispetto e la tutela dell’ambiente». Questo il testo dell’emendamento proposto dalla CdLT CGIL “Roma Nord Civitavecchia”, già approvato dal Congresso della CGIL “Roma e Lazio” che lo ha portato all’attenzione dell’assise nazionale confederale di Rimini conclusasi l’8 maggio scorso. «A mio modo di vedere, – dichiara il segretario generale Cesare Caiazza – Civitavecchia può candidarsi, in ragione di tanti fattori, come importante porto dedicato alla rottamazione delle navi».

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