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Delmirani: "Senza le sue funzioni essenziali l'osservatorio non ha senso"

CIVITAVECCHIA – «Tra gli argomenti oggetto di confronto al Comitato Boccelle – San Gordiano, è spuntata la problematica Osservatorio Ambientale di Civitavecchia. Argomento su cui la sottoscritta, candidata al Consiglio Comunale con il Nuovo Centro Destra, d’intesa con il candidato Sindaco Grasso, stava indagando per approfondire alcuni aspetti relativi ai danni che le fonti di inquinamento di questa città procurano alla salute. È doveroso premettere le motivazioni e le finalità per cui è nato l’organismo in questione». È quanto dichiara Damiria Delmirani. «All’avvio della centrale a carbone, come da Convenzione Comune/Enel, fu istituito nel  2009 con il compito esclusivo di procedere ai monitoraggi ambientali e sanitari nell’area interessata dalle emissioni del polo energetico sulla base degli indirizzi forniti dal “Tavolo della Salute e dell’Ambiente” ( organo presieduto dalla Regione Lazio e composto da rappresentanti della Provincia di Roma e Viterbo, dei Comuni del territorio interessato, di Laziosanità ASP, dell’Istituto Superiore di Sanità e di ARPA Lazio) e quindi, sulla base delle rilevazioni affidate a team di esperti in campo scientifico, avvisare la popolazione di eventuali danni ambientali e alla salute degli abitanti del territorio. Pertanto – prosegue la candidata del Nuovo Centrodestra –  coerentemente con tali finalità, il gruppo di ricerca a cui è stato affidato tale compito, sulla base dei monitoraggi e dei report effettuati, ha pubblicato annualmente i dati scientifici sulle rilevazioni effettuate.  Fino al 2012, non si sono riscontrate particolari anomalie o dati allarmanti (dato che la centrale aveva iniziato a funzionare da poco)». Delmirani afferma che «nel corso del 2013, con il tipo di metodica di indagine usata, sono state riscontrate mutazioni su organismi sentinella (lumaca sentinella, licheni, pesciolini), utilizzati per rilevare segnali utili a dare indicazioni preventive e avvertire Enti e territorio di come certi organismi stanno mutando e di come l’ambiente stia cambiando. Quindi, ci fornisce uno strumento fondamentale per apportare correttivi prima che si arrechino  danni irrecuperabili all’ambiente e alla salute dell’uomo. Dai risultati pubblicati, peraltro da importanti riviste scientifiche di livello  internazionale – viene evidenziata la probabilità di danni all’ambiente (marino, terrestre) e alla salute che il mancato o l’insufficiente controllo ovvero le mancate o insufficienti manutenzioni oppure l’utilizzo di combustibile (carbone) magari non proprio pulito, possono provocare». «È pertanto urgente e necessario che i ricercatori ci vengano a raccontare cosa sta succedendo nell’ambiente in cui viviamo, già martoriato da diverse fonti di inquinamento. Come è anche indispensabile che l’Osservatorio continui a funzionare con le finalità per cui è nato e non per diventare un replicante dell’ Arpa e della Regione! I ricercatori avranno ancora l’incarico di condurre i loro studi secondo le finalità ripetutamente evidenziate? Ritengo che l’attenzione dei futuri amministratori – conclude –  debba essere prevalentemente soffermata sui contenuti della convenzione con Enel che va comunque ritrattata ma non per finanziare le casse comunali o altre casse ma per mettere dei paletti, imporre limiti e sanzioni in caso di disattenzione, restituire inoltre all’osservatorio quella funzione e quel primato per cui è stato concepito ed è stato istituito».

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