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Mercato, istanza di autotutela per gli operatori

CIVITAVECCHIA – Hanno protocollato un’istanza di autotutela, firmata dagli operatori di San Lorenzo rimasti sulla trincea ferroviaria, da quelli della struttura ittica e dell’ortofrutta, dai macellai e dagli altri operatori che hanno voluto contestare, di fatto, la delibera dell’aprile scorso con la quale il commissario straordinario Santoriello imponeva il trasferimento nella nuova struttura di San Lorenzo a piazza Regina Margherita ma, allo stesso tempo, indicava un cronoprogramma, con una serie di interventi ancora non rispettati. Nel documento, protocollato a Palazzo del Pincio nel giorno stesso in cui la Polizia Locale si è recata ai box della trincea per ‘‘constatare l’occupazione irregolare dei locali’’, come sottolineato dal comandante Leonardo Rotondi, si chiede l’annullamento o, quanto meno, la sospensione o la modifica della delibera, «in quanto – si legge – viziata da eccesso di potere per errore dei presupposti, per disparità di trattamento ed ingiustizia manifesta». Secondo gli operatori il mancato rispetto del cronoprogramma, parte integrante e sostanziale della delibera, non avrebbe permesso loro il trasferimento, proprio perché «non sono state ancora eseguite, ad oggi – hanno spiegato – tutte le attività che sarebbero state propedeutiche proprio al trasferimento». Si parla di stalli per l’ortofrutta, dell’introduzione dei divieti di sosta per le auto che ancora stazionano fuori i nuovi box, la consegna dei lavori di piazza Regina Margherita, la realizzazione delle basi per le casette di legno che dovranno ospitare gli operatori delle superfetazioni, la stipula dei contratti per l’ittico ed il collaudo della struttura, che potrebbe richiedere ancora del tempo, nonostante l’ittico fosse pronto già da gennaio. «Perché quindi imporre il trasferimento – si chiedono gli operatori – se il cronoprogramma non è stato portato a compimento». E sono pronti anche a ricorrere al Tar nel caso in cui non arrivino le giuste risposte da parte del Pincio, all’indomani delle presunte contravvenzioni elevate, con il rischio incombente di sigilli ai locali, come stato annunciato, a voce, qualche tempo fa: motivo per il quale diversi operatori si sono trasferiti in fretta e furia o hanno deciso di chudere. Intanto domani mattina, a quanto pare, potrebbe svolgersi un sopralluogo del servizio igiene della Asl RmF, per verificare se nella nuova struttura di San Lorenzo vi siano le condizioni per lavorare.    

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