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«Centrale di Montalto, bisogna interloquire con il Governo»

«Centrale di Montalto, bisogna interloquire con il Governo»

Lo ha detto il presidente della Provincia di Viterbo Marcello Meroi durante il tavolo di concertazione. «La salvaguardia dei livelli occupazionali dipende strettamente dagli esiti della programmazione energetica in ambito nazionale. Le scelte future dovranno comunque rispettare gli interessi del territorio che si è fatto carico dell’impatto ambientale»

MONTALTO – «Per ciò che riguarda il futuro della centrale Enel di Montalto di Castro e la salvaguardia dei livelli occupazionali è necessario interloquire con il Governo, l’unico che può fornire risposte concrete ad un problema che, indipendentemente dalle ricadute che avrà sul territorio, dipende strettamente dagli esiti della programmazione energetica in ambito nazionale». È la posizione sostenuta dal presidente della Provincia di Viterbo Marcello Meroi a Montalto di Castro dove, su iniziativa del sindaco Sergio Caci, si è aperto un tavolo di concertazione fra il Comune, la Provincia, la Regione Lazio rappresentata dal consigliere regionale Enrico Panunzi, l’Enel, i rappresentanti sindacali dei lavoratori e delle imprese locali che operano presso la centrale. Il sito di Montalto negli ultimi anni ha visto drasticamente ridimensionata la propria produzione energetica, ridotta praticamente a zero negli ultimi due anni. Tutto ciò naturalmente ha comportato una consistente riduzione del lavoro per le imprese e la prospettiva di un conseguente taglio delle unità di personale impiegate dalle varie aziende all’interno della struttura. «La centrale Enel – ha ricordato Meroi – è stata in tutti questi anni fonte di sviluppo per il territorio di Montalto di Castro, sia dal punto di vista economico sia occupazionale. Qualsiasi scelta si deciderà di adottare, non potrà non essere rispettosa degli interessi di un territorio che si è fatto carico dell’impatto ambientale provocato dalla presenza e dall’attività degli impianti, con la garanzia però di ricevere in cambio, come stabilito nella convenzione firmata da Enel e dal Comune di Montalto di Castro nel 1992, adeguate compensazioni e ricadute positive sull’indotto economico ed occupazionale». «Lo spirito della convenzione deve essere necessariamente difeso e mantenuto. Tuttavia – ha aggiunto Meroi – ciò che serve in questo momento è una seria programmazione, in grado di fornire risposte in ordine al futuro utilizzo della centrale. Risposte che ci possono essere fornite soltanto dal Governo. Per questo ritengo che il tavolo, se vorrà produrre atti concreti e trovare soluzioni condivise al dramma occupazionale che rischia di profilarsi all’orizzonte, non potrà non includere al proprio interno anche il Ministero dello Sviluppo economico, ossia il soggetto titolare della programmazione della politica energetica in ambito nazionale, e dunque l’unico in grado di stabilire quale utilità potrà avere l’impianto di Montalto». Il territorio nelle sue espressioni istituzionali e sindacali, ha dunque chiesto chiarezza in ordine al futuro della centrale e nel frattempo ha invitato l’Enel a sospendere quei provvedimenti che rischiano di produrre a breve termine ricadute negative sull’economia provinciale, con la perdita di nuovi posti di lavoro. «Va accolto – ha concluso Meroi – l’impegno dell’Enel che, pur non potendo assumere decisioni definitive, si è comunque detto disponibile a valutare la possibilità di congelare gli annunciati provvedimenti di riduzione del personale, in attesa di nuovi e più concreti sviluppi della situazione». Il Governo ad oggi ha escluso la possibilità di restituire produttività alla centrale di Montalto con il ricorso all’emergenza gas. Ipotesi questa però che potrebbe essere rivista nei prossimi mesi, qualora dovessero sopraggiungere dinamiche di carattere internazionale destinate ad incidere sul fabbisogno energetico nazionale. Da qui, quindi, la decisione di trasferire il tavolo presso l’apposito Ministero, richiesta che il Comune ha già provveduto ad inoltrare. (a.r.)

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