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''Lo strappo'': lo shortfilm che parla di Civitavecchia

La clip, scritta da Federico Cozzi e Paolo La Rosa (anche il regista), sta spopolando sui social network e dal 23 giugno sarà proiettato al Claudio al Tolfa Shortfilm Festival. 

La clip, scritta da Federico Cozzi e Paolo La Rosa (anche il regista), sta spopolando sui social network e dal 23 giugno sarà proiettato al Claudio al Tolfa Shortfilm Festival. 

DI ROMINA MOSCONI

CIVITAVECCHIA – Tra i corti fuori concorso presenti al Tolfa Short Film Festival c’è anche una piccola perla dal titolo ‘‘Lo Strappo’’, opera prima di un giovane regista civitavecchiese, Paolo La Rosa, che ha voluto rappresentare la sua città attraverso il filtro della sua visione e che rappresenta la visione di molti giovani delusi da una città che non è più a misura loro e che non offre più nulla; una città che non li rende più fieri della civitavecchiesità ma che provoca solo un senso di claustrofobia e di voglia di scappare.

Lo short è stato scritto oltre che da La Rosa anche da Federico Cozzi. “Un ringraziamento – spiegano i due – anche a Little Enzo”. 

Il concetto di ‘‘Strappo’’ è indicativa della lacerazione che ha avuto ed ha Civitavecchia e che sono dovute a diverse matrici: “Quella economica, i blocchi di potere – spiega La Rosa – ci sono centinaia di ragazzi e di professionisti che sono costretti a fuggire da Civitavecchia”. Un’altra lacerazione per la città è secondo La Rosa “Quella politica. La classe dirigente degli ultimi venti anni, purtroppo, ha prodotto pochissimo. Chiudono attività storiche, si perseguono i commercianti. Il caso del mercato ha superato la dimensione dell’imbarazzo per raggiungere quella del grottesco. Guerre, ritardi gravissimi, omissioni e incompetenze che inevitabilmente paga la cittadinanza”. Inizialmente era prevista una voice over narrante ma l’autore le ha tolte “Perché ritengo che un messaggi possa essere espresso anche grazie al potere evocativo delle immagini e di una melodia puntuale e meravigliosa. Alcuni mi hanno di aver blindato il messaggio rendendolo criptico, chiudendolo eccessivamente. Invece io credo che non si debba spiegare tutto. Alcune immagini sono eloquenti e credo nell’intelligenza e nel buon gusto del fruitore. Ritengo, inoltre, che ogni persona possa avere la propria personale lettura o interpretare e reagire personalmente agli stimoli che le immagini e il suono evocano.

Per il suo short La Rosa ha scelto la scuola del maestro Ettore Scola: “La sua Civitavecchia malinconica, grigia e piovosa rappresenta esattamente il filtro che volevo adottare – prosegue La Rosa – l’apertura sul mare a Lungoporto Gramsci è un mio personale tributo. A pochi metri, infatti, i due ‘‘giganti’’  Marcello Mastroianni e Massimo Troisi passeggiavano in ‘‘Che ora è?’’. Ma oltre a Scola mi sono ispirato Kassovits”.

”Lo strappo” sta girando su Facebook e sta avendo moltissime visualizzazioni e commenti positivi; sul grande schermo del Claudio lo si potrà vedere dal 23 giugno in poi.  

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