Pubblicato il

Castrum Novum, rivelato l’impianto urbano della città

SANTA MARINELLA. Presentati i risultati degli scavi condotti negli ultimi quattro anni dall’equipe di studiosi italo-francesi. Alla luce numerose strutture ed edifici organizzati all’interno di un tessuto regolare di notevole interesse

SANTA MARINELLA. Presentati i risultati degli scavi condotti negli ultimi quattro anni dall’equipe di studiosi italo-francesi. Alla luce numerose strutture ed edifici organizzati all’interno di un tessuto regolare di notevole interesse

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Gli scavi condotti negli ultimi quattro anni a Castrum Novum dall’equipe di studiosi italo-francese guidata dal dottor Flavio Enei, direttore del Museo Civico, sono stati presentati presso l’Ecole Superieure di Parigi nell’ambito del convegno internazionale dal tema ‘‘Entre la ter et le mer, la via Aurelia et la topographie du litoral di Latium ed de la Toscana’’. Il dottor Enei, insieme ai colleghi Gregoire Poccardi e Nardi Combescure hanno illustrato ad un folto pubblico di studiosi e studenti la storia e l’archeologia dell’antica colonia romana di Castrum Novum, datata 264 a.C. In particolare, le ricerche svolte a terra e sui fondali antistanti l’insediamento consentono alcune nuove letture dei resti monumentali e della realtà urbana alla luce della recenti acquisizioni. I contributi di studio hanno approfondito la storia degli scavi e delle scoperte nonché la conoscenza di alcune delle opere statuarie e delle epigrafi rinvenute a partire dal XVIII° secolo. Sono stati illustrati in modo sistematico i nuovi dati forniti dagli scavi nella zona termale della Villa delle Guardiole e dell’Edificio quadrato aperti sul tracciato di quella che si ritiene essere l’antica via Aurelia. Una delle più importanti novità che è stata presentata al convegno è quella costituita dai risultati delle prospezioni megnetometriche svolte sulla collina dominante il mare, sotto la quale è situato il cuore dell’antico centro di Castrum Novum. L’indagine ha rivelato per la prima volta l’impianto urbano di una parte della città con numerose strutture ed edifici organizzati all’interno di un tessuto regolare di notevole interesse. I dati emersi dalle ricognizioni subacquee del Centro Studi Marittimi del Gruppo Archeologico Cerite quali i materiali scoperti sui fondali, apportano notevoli conoscenze sia in relazione alla storia e alla topografia dei grandi impianti ittici siti sulla costa. «Insieme ai colleghi e amici francesi dell’Università di Amiens e di Lille con gli studenti e i volontari del Gact – dice Flavio Enei – abbiamo continuato il lavoro per riportare alla luce la storia e l’archeologia dell’insediamento coloniale romano, prima che il degrado ne cancellasse del tutto la memoria. Una corsa contro il tempo per cercare di trasformare in un parco archeologico urbano quello che ad oggi è un insieme di resti antichi incomprensibili per i visitatori e abbandonati a se stessi. Giunti al quarto anno di attività, sono stati raccolti i principali dati emersi dagli scavi e dagli studi e proposta una sintesi delle acquisizioni utile alle future ricerche a alla divulgazione scientifica».

ULTIME NEWS