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Solano ucciso per gelosia

Solano ucciso per gelosia

SANTA SEVERA. Fermati tre italiani, tra cui una donna, ritenuti responsabili del massacro del clochard. Indagini serrate condotte dai Carabinieri in collaborazione con la Polizia Ferroviaria

S. MARINELLA – Appena 72 ore dopo il macabro ritrovamento del cadavere del clochard nell’area ferroviaria di Santa Severa, i Carabinieri hanno tratto in arresto tre persone considerate autrici dell’omicidio. Si tratta di tre italiani, un romano e due siciliani, un uomo e una donna, tutti conoscenti dell’uomo ucciso che, per motivi passionali, hanno massacrato e cercato di occultare il cadavere del siciliano. I Carabinieri, dopo un’intensa attività tecnica e di indagini serrate in collaborazione con la Polizia Ferroviaria di Civitavecchia e del personale del Compartimento ferroviario di Roma Termini sono riusciti, grazie anche ai rilievi effettuati sull’arma del delitto, sulle tracce lasciate e sulle immagini delle telecamere presenti nella stazione della Capitale, a risalire agli assassini. Secondo quanto emerso dalle indagini infatti, i quattro clochard si conoscevano molto bene e tutti frequentavano gli ambienti romani. Come avevano dichiarato alcuni residenti della zona a nord della stazione ferroviaria di Santa Severa, il trentunenne Luigi Solano, che trascorreva le sue giornate nel container che aveva occupato da tempo in un’area distante circa 500 metri dalla stazione vicino allo snodo ferroviario della frazione santamarinellese, era solito frequentare il bar Scintilla di Santa Severa Nord per poi salire sul treno e dirigersi a Roma Termini dove incontrava altri tre clochard, due uomini ed una donna italiani, D.B.M e D.S.S. di 34 anni e M.L. di 33. Ed infatti qualche giorno prima dell’omicidio, proprio alla stazione della Capitale, c’era stata una lite ripresa dal sistema di video-sorveglianza interno risalenti a mercoledì 4 giugno, tra il Solano e due degli indagati, con l’intervento dei Carabinieri del Nucleo Scalo Termini. Durante l’incontro di venerdì a Santa Severa, i tre hanno avuto una discussione culminata con l’uccisione del Solano con una grossa sbarra in ferro. I due uomini lo hanno trascinato nel vicino terreno e lo hanno gettato con la testa fracassata nella folta vegetazione cercando di occultare il cadavere sotto una pesante lastra metallica. L’attività d’indagine, subito attivata dai Carabinieri, si è rilevata particolarmente complessa ed ha visto impegnati i militari senza soluzione di continuità per oltre 72 ore. Determinanti sono stati i numerosi riscontri effettuati dai militi nell’immediatezza dell’evento, attraverso l’acquisizione di testimonianze da parte di persone in grado di riferire circostanze e alle tracce trovate sul luogo del delitto, che hanno consentito di identificare la vittima e di ricostruirne gli ultimi momenti in vita. Atteso l’esito delle ricognizioni fotografiche dei tre, riconosciuti dai testimoni come presenti a S. Severa nord proprio quel venerdì, gli inquirenti sono poi giunti all’ammissione di colpevolezza da parte di uno dei tre che ha descritto come si sono svolti i fatti in piena rispondenza con gli accertamenti scientifici effettuati sul luogo del delitto. Gli indagati, come disposto con decreto di fermo della Procura di Civitavecchia (Valentina Zavatto), sono stati associati alla Casa Circondariale di Civitavecchia. (Gi.Ba.)

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