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Centrale di Montalto, Caci scrive a Renzi

Il sindaco: "Si restituisca l'area al Comune il quale potrebbe autorizzare opere come villaggi turistici e alberghi, facendo rifiorire un'economia turistica oggi penalizzata anche dalla presenza della centrale stessa"

Il sindaco: "Si restituisca l'area al Comune il quale potrebbe autorizzare opere come villaggi turistici e alberghi, facendo rifiorire un'economia turistica oggi penalizzata anche dalla presenza della centrale stessa"

MONTALTO – A seguito di una lettera indirizzata a tutti i sindaci, con cui  il presidente del Consiglio dei Ministri chiedeva di individuare tutte quelle attività produttive o cantieri fermi la cui riattivazione potrebbe dare sviluppo al singolo territorio e all’Italia, il sindaco Sergio Caci ha risposto al Premier, portando come esempio lo stato di empasse in cui versa la centrale Enel “Alessandro Volta” di Montalto di Castro. “Mi ha fatto molto piacere nel giorno della Festa della Repubblica – scrive Caci – ricevere la Sua nota dove chiede a noi sindaci di individuare e segnalarLe opere o procedure da sbloccare per far ripartire la nostra Italia. Nel comune di Montalto di Castro insiste la centrale Alessandro Volta, di proprietà Enel. E’ una centrale termoelettrica a policombustibile da 3600 MW di potenza elettrica. E’ nata su disposizione del Governo De Mita nel 1989 in prossimità dell’incompiuta centrale elettronucleare Alto Lazio, della quale ha sfruttato parte del sito e le prese per l’acqua a mare già realizzate. L’impianto è composto di quattro sezioni a vapore da 660MW alimentate ad olio combustibile denso e da otto piccoli turbogas da 120-125MW Nuovo Pignone (125MW) e Fiat (120MW) abbinate a coppie in ciclo combinato ai gruppi a vapore. E’ la centrale termoelettrica più potente in Italia, ma poco, anzi per nulla, utilizzata. Ora, senza polemizzare su quanto noi italiani stiamo pagando ancora per la realizzazione di queste centrali (nucleare e termoelettrica), sono tutti dati facilmente reperibili anche solo cliccando sui normali motori di ricerca, credo che questa sia l’occasione giusta per porre alla Sua attenzione e a quella del Governo, questa anomalia”. “Dovremmo, infatti, – prosegue Caci nella missiva – decidere quale sarà il futuro di questo sito che, ormai fermo da due anni e mezzo (anche se beneficia del decreto per l’emergenza gas), è diventato un peso economico per lo Stato e psicologico per i cittadini di Montalto di Castro. Al momento, la scelta fatta anni fa di avere questa servitù sul territorio non porta benefici a nessuno: l’Enel paga l’IMU che rimane solo in piccola parte nel comune. Come conseguenza abbiamo meno investimenti sul territorio a causa del minor gettito Imu (perdita posti di lavoro) e tagli del personale anche per le ditte che lavorano all’interno del cantiere, visto che le richieste di manutenzioni sono diminuite. Mi chiedo, quindi, considerato un piano energetico generale che spero il Governo riesca ad adottare, se non fosse utile, qualora non se ne avesse bisogno, smantellare completamente questo opificio, restituendo l’area (che è di fronte al mare) al Comune il quale potrebbe autorizzare opere come villaggi turistici e alberghi, facendo rifiorire un’economia turistica oggi penalizzata anche dalla presenza della centrale stessa. Al contrario, utilizzare l’impianto così com’è, abbandonato e tenuto fermo, si rivelerà come l’ennesimo esempio di sperpero di denaro pubblico”. (a.r.)

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