Pubblicato il

In Authority il convegno sui "Santuari mediterranei tra oriente ed occidente"

CIVITAVECCHIA – Si svolgerà tra Civitavecchia e Roma il convegno internazionale “Santuari mediterranei tra Oriente e Occidente. Interazioni e contatti culturali” ideato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Studi sul Mediterraneo Antico e dalla Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma-CSIC ed è realizzato in collaborazione con l’Autorità Portuale di Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta e la Port Mobility. L’evento riunisce studiosi di fama internazionale provenienti da paesi europei e dal bacino del Mediterraneo e presenta i risultati delle più recenti ricerche archeologiche sui santuari a valenza multi-culturale, frequentati nel I millennio a.C.
“La presenza di specialisti di aree di studio diverse e del Mediterraneo – spiegano gli organizzatori – costituisce un’occasione privilegiata per analizzare comparativamente le aree sacre in tutte le loro componenti e manifestazioni. Lo scopo è quello di mettere in evidenza le caratteristiche comuni e le differenze, evidenziando l’importanza dei santuari nella formazione di una cultura mediterranea ed europea”.
Il convegno si svilupperà in cinque giornate, dal 18 al 22 giugno, organizzate in quattro sessioni: “Luoghi di culto nel mondo etrusco ed italico” e “Santuari fenici tra Oriente e Occidente” che si svolgeranno a Civitavecchia da domani a venerdì, alla sala convegni dell’Autorità Portuale, e “Novità dalla Grecia e dall’Italia meridionale” e “Il Nordafrica dai Fenici ai Romani” che si terranno invece a Roma, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.
Contestualmente allo svolgersi del convegno e in parallelo con le sue tematiche, il Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia ospiterà dal 20 giugno al 20 luglio, una mostra sul santuario di Gravisca dal titolo “Gravisca santuario mediterraneo. Il mare che univa”.
“Presentare sia la mostra che il convegno a Civitavecchia – hanno sottolineato dalla Soprintendenza – costituisce testimonianza del ruolo di porto, di luogo di incontro e di scambio lungo le rotte che solcano il mare Mediterraneo, che questo tratto di litorale aveva in passato e ha ancora oggi, a distanza di oltre duemila anni. Gravisca, 580 avanti Cristo: i Greci di Focea approdano in terra etrusca, portando con sé i propri dèi. Ne nasce un porto, un santuario che accoglie, in uno spazio comune e neutrale, sorvegliato da divinità molteplici e diverse, gli incontri, gli scambi, i contatti tra tutti i popoli che si affacciavano sulle sponde del Mediterraneo. La mostra, realizzata con il contributo scientifico dell’Università degli Studi di Perugia, vuole narrare l’affascinante storia di questo antico approdo, dalla fondazione greca, accanto a preziose sorgenti d’acqua, alla drammatica distruzione e alla successiva rifondazione romana. Saranno i preziosi oggetti provenienti da ogni angolo del Mediterraneo e saranno gli dèi, venerati in questo santuario crogiolo di culti diversi, a raccontare questa storia. E a raccontare questa storia saranno i doni votivi, gli strumenti d’uso, gli oggetti rituali. Un suggestivo video, realizzato dalla Società Euromedia di Terni ricostruirà in forme vive e reali il mondo perduto del porto di Gravisca”.
    

ULTIME NEWS