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Lavori sulla passeggiata a mare: perdite per lo stabilimento

SANTA MARINELLA. I consiglieri Andrea Bianchi e Paola Rocchi hanno presentato una mozione al sindaco Bacheca. «Il Comune non può pretendere più del 25% del canone previsto»

SANTA MARINELLA. I consiglieri Andrea Bianchi e Paola Rocchi hanno presentato una mozione al sindaco Bacheca. «Il Comune non può pretendere più del 25% del canone previsto»

di GIAMPIERO BALDI

S. MARINELLA – Si sono trasformati in mozione presentata dai consiglieri di minoranza, i lavori di consolidamento della Passeggiata al Mare, costati all’amministrazione comunale 120mila euro. Le opere si erano rese necessarie in quanto i titolari della concessione del sottostante stabilimento balneare, che pagano al Comune un canone di 180mila euro all’anno, avevano aperto un contenzioso con l’ente locale reo di non aver provveduto alla manutenzione straordinaria dell’edificio che di fatto non consentiva l’utilizzo delle 80 cabine. Secondo i gestori dell’arenile, comunque, i lavori sono stati consegnati in grave ritardo (il 1° giugno) e di fatto hanno creato gravi danni all’attività che ha preso il via solo dopo la chiusura del cantiere. «Averci messo a disposizione l’immobile solo a stagione iniziata – dicono i tre gestori – non ci ha consentito di effettuare le opere di manutenzione ordinaria delle cabine ed infatti siamo costretti a tenerle chiuse perché non si possono dare in affitto locali che versano in condizioni precarie. Questo ci costa una perdita di oltre 60mila euro. Non sapendo quando sarebbero iniziati e ultimati i lavori, inoltre, non abbiamo potuto prendere le prenotazioni dei nostri clienti che, incerti sull’apertura del nostro stabilimento, hanno preferito andare dalla concorrenza. Noi abbiamo aperto comunque ma possiamo utilizzare solo la direzione e gli spogliatoi. Crediamo che per quest’anno il Comune non possa pretendere più del 25% del canone previsto». A criticare la scelta della giunta Bacheca di intervenire in ritardo su una struttura, quando i primi segni di degrado si erano evidenziati già nel 2011, sono i consiglieri Andrea Bianchi e Paola Rocchi che hanno presentato una interrogazione indirizzata al sindaco. «Un errore fatto dall’amministrazione – dicono i due – in quanto al momento della concessione a bando la struttura non rispondeva ai requisiti di sicurezza e di corretto utilizzo. Non capiamo   come sia stato possibile ignorare i segni del degrado anche nelle stagioni successive e sia stata fatta una perizia solo negli ultimi giorni dello scorso anno quando già la società che gestisce lo stabilimento aveva avvisato il Comune dei crolli avvenuti il 16 e il 18 luglio del 2013. Perché, chi ha avuto la responsabilità politica di monitorare lo stato del bene comunale, non ha provveduto tempestivamente alla chiusura e alla programmazione di lavori urgenti prima del dicembre del 2013? Come è stato possibile permettere l’apertura e l’uso della terrazza dopo i crolli dell’estate e  in base a quel criterio la giunta ha ritenuto funzionale dividere il lavoro in due momenti, con una spesa di 120mila euro, per opere provvisorie che subito dopo la loro realizzazione andranno smantellate e completamente perse per realizzare quelle definitive? “Se corrisponde a verità che la società che gestisce il bene si è riservata di versare per intero il canone o in alternativa richiedere i danni – concludono Bianchi e Rocchi –   a chi dovrà essere attribuita la responsabilità dei ritardi che hanno portato ad iniziare dei lavori di consolidamento ben dieci mesi dopo la comunicazione del crollo nel soffitto della terrazza?”.

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