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Pd, Longarini conferma le dimissioni

Bevilacqua come De Felici nega di voler guidare il partito. Ora si attende il commissariamento

Bevilacqua come De Felici nega di voler guidare il partito. Ora si attende il commissariamento

CIVITAVECCHIA – Alla fine lo ha fatto: Clemente Longarini ha confermato oggi le sue dimissioni da segretario del Partito democratico. Dopo che una parte del direttivo locale le ha respinte, oggi il diretto interessato le ha riproposte in maniera decisa: «Basta divisioni che fanno solo male al partito – ha dichiarato Longarini – dobbiamo ripartire dal risultato ottenuto, evitando spaccature sulla scelta del segretario». Clemente Longarini ha indiato quelle che a suo avviso sono le linee da seguire: «Occorre affrontare i problemi della città – ha spiegato – io mi sento libero ora di servire il mio partito, anche senza essene il segretario. Le dimissioni le avevo già presentate – ha aggiunto, ma mi sentivo una pistola puntata alla tempia, ora le cose sono cambiate». Fa sapere di voler contribuire a un processo di rinnovamento necessario: «Avremo un tesseramento aperto – ha detto – l’organismo provinciale, a seguito di un dibattito interno, ci aiuterà ad aprire una nuova fase». Longarini ha auspicato un confronto «non lunghissimo», dopo aver ringraziato sia il Pd che gli organi di informazione: «Intorno a me – ha affermato – ho sentito tanto calore. Adesso si apre una stagione  fatta di contenuti e partecipazione». Si attende ora il commissariamento del Pd locale, o la costituzione di un comitato di reggenza in grado di traghettare il partito al congresso. Intanto tra i firmatari del documento in cui si chiede un “rinnovamento nella continuità” (solo diciannove su trentasette firmatari, ben selezionati da chi crede di poter ancora manovrare i fili del partito, ndr), c’è chi, come Marina Pergolesi, prende le distanze da certi metodi: «Abbiamo voglia di innovare il partito – ha dichiarato in una nota – i giovani firmatari non sono pedine utilizzabili per coprire chissà quali vergogne, ma elementi di forza di una organizzazione che vuole rinnovarsi davvero». E chi, come Giulia Bevilacqua, libera il campo da equivoci, dichiarando a margine della conferenza stampa e allo stesso modo di De Felici non voler fare il segretario del Pd. Vedremo se nelle sue affermazioni nei mesi prossimi ci sarà traccia di coerenza. C’è pure chi va oltre e fa sorridere con  pretese (o rivendicazioni) ancorate a metodi e stili fortunatamente superati quasi ovunque. Figure legate a quel Pd conservatore che un po’ preoccupa, che da un lato tifano per la libertà di stampa, dall’altra la vorrebbero asservita e succube, con sintomatici «non vi dovete permettere» o ridicoli «stai attento», rivolti al giornalista che scrive cose non gradite. Singoli episodi, che però raccontano tristemente di un Pd che ha tanto bisogno di rinnovamento. Senza seguire la linea della continuità.

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