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Di Gennaro: "Nessuna emergenza sangue"

Di Gennaro: "Nessuna emergenza sangue"

Centro trasfusionale. La posizione del Pd affidata al medico: "Evitiamo ingiustificati allarmismi"

CIVITAVECCHIA – «Ha detto il dottore che devi morire». È la frase a effetto di un’attempata barzelletta, che torna alla mente ascoltando le ultime dichiarazioni sul futuro del Centro Trasfusionale. Quando nel 2011 i giornali riportarono che «in Italia 1000 persone l’anno muoiono per mancanza di sangue», i più strenui difensori della teoria opposta si limitarono a dire che il nostro Paese dal 2003 è in autosufficienza di sangue, senza però azzardare teorie i cui effetti avrebbero potuto toccare equilibri già precari. A Civitavecchia invece, i medici impegnati in politica, si lanciano e vanno oltre. Ora tocca a Marco Di Gennaro, che con le evoluzioni della sanità locale e in particolar modo dell’ospedale San Paolo, ha da sempre un legame strettissimo. È il primario di Cardiologia, ma sovraintende anche altri reparti strategici del nosocomio. Insomma: il primo consigliere dei vertici Asl, colui che, per via del suo doppio ruolo (medico e politico), dialoga anche con chi sta più in alto. E che da anni sta sempre lì. Nonostante il declassamento in atto e la dismissione del Centro Trasfusionale del nosocomio cittadino che diventerà un semplice punto di raccolta, Di Gennaro minimizza e attacca il Sindaco che sulla questione di errori ne ha commessi, ma che ora ha strigliato Quintavalle. Essendo consigliere comunale e considerati i silenzi, c’è da pensare che il Pd abbia affidato a lui il proprio pensiero sulla questione: «Direttive europee, leggi nazionali e decreti regionali – afferma – sono stati emanati con l’obiettivo di migliorare la qualità dei Servizi Trasfusionali a garanzia di un ottimale utilizzo del sangue e soprattutto della massima sicurezza per i pazienti. Con queste finalità – spiega Di Gennaro – si è resa necessaria la centralizzazione delle attività di lavorazione del sangue presso il San Filippo Neri». Secondo Marco Di Gennaro andrà tutto bene e il numero di sacche di sangue trattate giornalmente al San Paolo non giustificherebbe il numero di dirigenti, tecnici e infermieri in servizio al reparto. Ma allora, perché non ne ha parlato prima? Avrebbe potuto evidenziare tale esubero già in passato. Ma lo fa oggi, tentando di addolcire una pillola troppo amara da mandare giù: «Evitiamo ingiustificati allarmismi, la piena disponibilità del sangue necessario per le esigenze dell’ospedale sarà assolutamente garantita». Rassicurazioni che insospettiscono e ci portano a fare un’unica domanda: se col cambiamento le cose andranno benissimo, significa che prima (quando tutti – Di Gennaro compreso – tacevano) la struttura era superflua? Eppure mai una denuncia in tal senso. Rispettiamo il punto di vista del cardiologo e attendiamo di vedere svuotati i frigoriferi dei reparti del necessario sangue. Poi ne riparleremo.

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