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"Biogas, i cittadini capiranno la verità"

I rappresentanti del Consorzio Pellicano replicano al dottor Gian Piero Baldi. «Gli scarti di Paulownia se bruciati produrranno inquinamento vero» 

I rappresentanti del Consorzio Pellicano replicano al dottor Gian Piero Baldi. «Gli scarti di Paulownia se bruciati produrranno inquinamento vero» 

TARQUINIA – “I Cittadini di Tarquinia sapranno da soli capire la verita’ e quello che si nasconde dietro il facile ambientalismo delle parole, mentre l’economia langue”. Inizia così la replica del Consorzio Pellicano alla ennesima presa di posizione degli ambientalisti che continuano a ribadire il loro no alla realizzazione di un impianto a biogas in località Olivastro, a Tarquinia. “Ci riferiamo al comunicato stampa dell’associazione Bio Ambiente di Tarquinia a firma del presidente Gian Piero Baldi, stimato medico reumatologo presso la Asl RmF datato 30 giugno. Vorremmo porre alcune domande alle quali, qualora volesse pubblicamente rispondere, siamo disponibili in qualsiasi luogo ed in qualsiasi momento”. “Senza segnalarne l’arroganza nelle parole “visto, visto, visto”, – affermano dal Consorzio Pellicano – sembra che il dottor Baldi sia un’autorità che debba in prima persona rilasciare le autorizzazioni. Mai un’ssociazione l’abbiamo vista scrivere in tale modo. Si sostiene di aver raccolto 2000 firme, il risultato di dichiarazioni informative non corrispondenti al vero oggetto dell’ampliamento e ben lungi dalla reale composizione che avrà il nuovo impianto. Ma tralasciamo tale……dettaglio. E’ al corrente il Dr. Giam Piero Baldi che a Tarquinia si è tenuto un Convegno, cui ha partecipato quale invitato principale l’ Ing. Pisarri , autore dei tanto decantati (dal Dr. Baldi ) pareri negativi del Consorzio di Bonifica, pareri che sembrano essere extra competenza e come tali sono stati segnalati alle Autorità, ebbene guarda caso, l’ingegnere suddetto con lo stesso Consorzio di Bonifica, pubblicizzano di un progetto alternativo(?) a quello del Consorzio “Il Pellicano “cioè un progetto che potrebbe avere finanziamenti pubblici per la coltivazione in vaste aree della zona di Tarquinia della “Pawlonia” , pianta di varie specie conosciute. Quello che dovrebbe essere coltivato in zona è stato definito, nel convegno tenutosi a Tarquinia,  clone pawlonia, quindi non l’originario albero cosiddetto “della Principessa “ ma altra pianta ottenuta selezionando geneticamente in laboratorio le migliori proprietà di ognuna specie. Si tratterebbe quindi di un “ sunto “  selezionato in vitro che ha condensato le caratteristiche di ogni specie giungendo a quella “ pubblicizzata “ della quale si decantano le caratteristiche e l’impiego, non escluso quello di produrre energia elettrica bruciando anche gli scarti di lavorazione o ricorrere al suo uso per le biomasse. (Questo è scritto nella brochure che pubblicizza il Convegno). Quindi si tratta: di un albero che ha subìto una mutazione genetica indotta e per questo ci si chiede: “Quali potrebbero essere le ricadute ambientali nella vocazione agricola dell’Agro tarquiniese, tanto protetto e decantato dal Consorzio di bonifica e dal Dr. Baldi per la sua vocazione agricola? Quanto terreno dovrà essere impegnato per una produzione soddisfacente di Pawlonia e sottratto alla fondamentale produzione ortofrutticola con marchi dop e doc che sarebbe invece al contrario, secondo loro, inficiata dal Consorzio Pellicano con il suo impianto. Cioè con un piccolo impianto che impiegherebbe la milionesima, se non oltre, parte del territorio tarquiniese e per di più a chilometri dal centro abitato e più vicino a Civitavecchia che a Tarquinia. Quanto sarà invece l’impatto della biomassa generata dagli scarti che come si dice verrà prodotta e a cosa servirà? Quanti ettari saranno adibiti alla coltivazione della Pawlonia? Quale sarà il suo impatto nell’ambiente agricolo di Tarquinia? Che succederà agli scarti di lavorazione del legname? Tali Biomasse potrebbero essere bruciate, (opzione inserita in argomenti del Convegno ) mentre il Consorzio nulla mai brucerà. Le biomasse sono tutte uguali o di origine vegetale o di altra origine, tutte vanno trattate allo stesso modo e, se bruciate, come è scritto si farà per la Pawlonia, produrranno inquinamento vero. A, ci si dimenticava, quelli produrranno solo effluvi salutari e dove erano piantati gli ortaggi ed i famosi pomodori dell’agro tarquiniese sorgeranno a pochi metri dal mare foreste di un non si sa che, questa si che è difesa del territorio e delle sue caratteristiche e biodiversità. Non è strano il silenzio del Dottor BALDI  in merito? Perché alcuni impianti inquinerebbero ed altri no? Come funziona la scelta delle iniziative da osteggiare, è a piacere?” “Giusto per tornare alla tutela dell’ambiente – proseguono dal Consorzio Pellicano – Noi non abbiamo mai visto il dr. Baldi emettere comunicati roboanti contro le imprese della costruenda autostrada i cui mezzi, enormi ed inquinanti, transitano continuamente sulla strada che collega la Litoranea all’Aurelia; e a proposito non abbiamo sentito e/o letto neppure il Dr. Baldi osteggiare, ma con scritti pieni di nozioni e tanto altro, quali quelli usati contro il Consorzio, la costruzione della Autostrada che con il suo traffico, piccolo, medio  e pesante, certo non porterà effluvi salutari e curativi per gli abitanti di Tarquinia (l’autostrada passa praticamente equidistante dal Lido e dalla città)  e non ha portato e/o porterà ricadute occupazionali a Tarquinia, come invece fara’ il consorzio. Non solo”. “Non  abbiamo mai sentito il Dr. Baldi – proseguono ancora dal Pellicano – scrivere con forza ed a tutte le Istituzioni, come fatto contro di noi, contro l’Impianto omologo ma più antiquato di Tuscania, autorizzato al doppio della capienza (ricordiamo che l’associazione presieduta dal Dr. Baldi si occupa della tutela dell’ambiente di Tarquinia e Alto Lazio, e Tuscania è Alto Lazio ) ed a favore dei poveri abitanti di quella cittadina che erano straziati dalla puzza, secondo quanto si leggeva quotidianamente nelle cronache.  Ha mai protestato sulla quantità di prodotto che viene lì lavorato e sulle autorizzazioni che sono state richieste, molte meno rispetto a quelle richieste al Consorzio Scrivente. Anche lì va tutto bene. Da noi circa le emissioni per puntualizzare, decine di controlli di tutti gli Enti e tutti a sorpresa, hanno sempre dato esito negativo. La cultura di un territorio si misura anche e soprattutto attraverso la sensibilità dell’Ambiente e alle soluzioni propositive delle problematiche ad esso legate, perché è l’ambiente il primo veicolo attore per la custodia della memoria del territorio e per la promozione della qualità della vita, per un unico obiettivo, nel rispetto della normativa vigente, essere al passo del modello ambientale del Nord- Italia e del Nord-Europa”.

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