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Centro trasfusionale, Cozzolino scrive a Zingaretti

Centro trasfusionale, Cozzolino scrive a Zingaretti

Il primo cittadino ha chiesto un incontro urgente al presidente della Regione Lazio

CIVITAVECCHIA – “Un incontro urgente per scongiurare il definitivo depotenziamento sel Servizio Trasfusionale dell’ospedale San Paolo, che sta destando molta preoccupazione tra la popolazione locale”. È questa la richiesta che il sindaco Antonio Cozzolino rivolto al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, al quale ha inviato una lettera nella quale è stato evidenziato come il servizio offerto dal Centro Trasfusionale sia ormai disponibile soltanto dalle ore 8 alle ore 14 dei giorni feriali. Al di fuori di tali fasce orarie, la disponibilità di emoderivati sarà garantita dal Sit del San Filippo Neri di Roma, rendendo quindi complessa e rischiosa la gestione di eventuali emergenze che dovessero determinarsi.
“È dovere di questa Amministrazione – si legge nella lettera – ricordare alla Presidenza le tante peculiarità del territorio di Civitavecchia e dei comuni limitrofi: tra le quali figurano certamente la presenza di grandi impianti di produzione energetica, uno stabilimento militare che provvede alla demilitarizzazione delle cariche chimiche, un porto attraverso il quale transitano milioni di passeggeri ogni anno, nonché stabilimenti di cantieristica pesante. Tutti fattori di rischio ulteriore dal punto di vista sanitario che si sommano alle esigenze ordinarie del territorio”.
Il Sindaco ricorda inoltre che il Comune di Civitavecchia, proprio a seguito della riduzione del servizio, si trovi al centro di una vastissima area, compresa tra Grosseto ed il San Filippo Neri di Roma, rimasta ormai priva di Servizi Trasfusionali operanti h24, determinando di fatto un “buco nero”, che mette in pericolo vite umane per mere ragioni contabili.
“A questo proposito – aggiunge il primo cittadino – il nuovo assetto che si sta determinando potrebbe inoltre non portare i benefici economici sperati, visti anche gli alti costi del trasporto degli emoderivati per centinaia di chilometri al giorno, rendendo così tutta questa operazione solo la prosecuzione di uno scientifico smantellamento dei servizi del territorio in favore dei centri romani. Pertanto l’amministrazione combatterà ogni tentativo di mortificazione della sanità del territorio”.
 

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