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Un primario per tre ospedali

Un primario per tre ospedali

Pronto soccorso. Mario Clarioni gestisce già due reparti, uno a Bracciano e uno a Ladispoli

CIVITAVECCHIA – Via Barbara D’Andrea, in quanto primario facente funzioni. E chi arriva a dirigere il pronto soccorso dell’ospedale San Paolo? Il professor Mario Giuseppe Clarioni. Ha 60anni e risulta in forza all’ospedale di Bracciano; a dire il vero conosce bene anche il pronto soccorso di Ladispoli. Il direttore generale della Asl Roma F, Giuseppe Quintavalle ha affidato a lui l’incarico ad interim di primario del pronto soccorso dell’ospedale San Paolo. Sicuramente ha un profilo professionale di tutto rispetto, ma rimane un dato: viene ‘‘rimosso’’ un primario facente funzioni per una figura ad interim, che tra l’altro non garantirebbe una presenza fissa presso il nosocomio cittadino. Certo, rimarrebbe Marco Di Gennaro a dirigere un dipartimento che è al di sopra della chirurgia, del pronto soccorso e della rianimazione, ma a che cosa servirebbe cambiare il primario non garantendo la presenza costante al reparto del San Paolo del designato? Le urgenze determinate dalle necessità degli utenti e dalla complessa gestione del personale (quello che ne rimane) vorrebbero un primario dedito esclusivamente al nostro pronto soccorso. Ma la Asl Roma F a quanto pare ha una visione diversa delle necessità del nosocomio locale. Mario Clarioni, stando alle indiscrezioni, sarebbe già stato investito del nuovo incarico e a giorni potrebbe fare un salto all’ospedale San Paolo per l’insediamento. Ma come ci vivrebbero i medici e gli infermieri del reparto con un primario che ha la sua sede fissa a chilometri di distanza da Civitavecchia? La classica toppa peggiore del buco, quella messa dall’Azienda sanitaria locale, convinta ancora che un capo dipartimento e un primario ad interim preso in cogestione possano migliorare le cose. Occorrerebbe una grandissima assunzione di responsabilità da parte dei medici del pronto soccorso, i quali a quel punto dovrebbero decidere autonomamente di evitare alla baracca di affondare, caricando sulle loro spalle tutti gli oneri del caso e concedendo gli onori a un primario assente e a chi l’ha nominato. Ma siamo sicuri che il personale del reparto più complesso del San Paolo sia disponibile all’ennesimo sacrificio di questo tipo? 

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