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Quattro società sotto la lente di ingrandimento

Quattro società sotto la lente di ingrandimento

CASO CERASA. Più di cinque gli indagati. Ipotizzata anche l'associazione a delinquere. Gli avvocati difensori: "All’interrogatorio di garanzia produrremo interessanti documenti" 

CIVITAVECCHIA – Sono più di cinque gli indagati nel caso Cerasa, aggiunti naturalmente allo stesso ex presidente del consiglio comunale e Pauvlo Malakhov, questi ultimi agli arresti domiciliari. Nell’ordinanza il gip Giovanni Giorgianni parla di quattro persone, tre dei quali strette parenti di Cerasa più un egiziano. A questi se ne aggiungono “altri non identificati”. Tutti, sempre stando a quanto scrive il giudice, “si associavano tra loro al fine di commettere una serie indeterminata di delitti, tra i quali malversazione ai danni dello Stato e di altri enti pubblici nonché di delitti di riciclaggio”. Il tutto avveniva “attraverso una struttura organizzativa (da qui l’ipotesi di associazione a delinquere) che si basava sull’operatività di almeno quattro società”. E il dottor Giorgianni le indica tutte: “Il Mondo di Linus, Futuro Donna, Agricola Cady e Marine Service’’. La struttura si basava inoltre sui relativi conti correnti di queste società “ed attraverso un programma criminoso – aggiunge ancora il gip – volto a far ottenere finanziamenti ed erogazioni pubbliche destinate a scopi sociali alle società cooperative indicate, per poi destinare le somme a scopi eminentemente privati o comunque diversi da quelli dichiarati in funzione dei quali erano state erogate, somme fatte poi oggetto di movimentazioni bancarie plurime e volte ad ostacolare l’accertamento della loro provenienza”. In parole povere, una serie di passaggi da un conto all’altro per far perdere le tracce di quel flusso di denaro. Ma quei movimenti fanno sorgere il sospetto alle stesse banche, tanto che lo stesso gip scrive ancora: “La vicenda perviene all’attenzione degli organi inquirenti a seguito della segnalazione di tredici operazioni bancarie sospette che evidenziavano una ingente ed anomala movimentazione di flussi finanziari in uscita da varie società a beneficio di Tiziano Cerasa.  E la Guardia di Finanza, che ha condotto le indagini, parla infatti di una truffa milionaria ai danni dello Stato e di un articolato sistema di frode. Secondo l’accusa proprio Cerasa «per il tramite di numerose società, avrebbe ottenuto fondi pubblici dalla Regione, dalla Provincia e dal Comune per oltre 1.300.000 euro. Parte di tali fondi, una volta accreditati sui conti delle beneficiarie, è stata successivamente dirottata per dissimularne la distrazione, sui conti di altre società riconducibili al civitavecchiese. I flussi finanziari così distratti venivano, poi, fatti confluire sui conti correnti di società amministrate da due persone, l’ucraino ed un egiziano, che si sono adoperati per riciclare il denaro mediante diverse operazioni bancarie costituite, essenzialmente, da prelevamenti di contante o ricariche di carte prepagate». Domani comunque Cerasa, accompagnato dai suoi difensori Lorenzo Mereu e Giuseppe Di Chirico, sarà interrogato dal gip. «Non solo – hanno spiegato i legali – forniremo anche una documentazione quale contributo al giudice per approfondire l’esame delle circostanze, al fine di dimostrare l’estraneità ai fatti».

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