Pubblicato il

"Annunciare il Vangelo nelle carceri", presentato a Roma il progetto

CIVITAVECCHIA – Il lavoro come miglioramento delle condizioni umane e spirituali dei detenuti. Questo l’argomento dell’incontro-dibattito , svoltosi presso l’Università Lumsa di Roma, durante il quale è stato presentato il volume “Annunciare il Vangelo nelle carceri” della fondazione Ozanam-San Vincenzo De Paoli. Un detenuto su quattro, una volta uscito dal carcere, non commette più reati. La scommessa della rieducazione passa attraverso la formazione, il lavoro all’interno delle carceri e il sostegno dei cappellani, “perché portare il Vangelo in carcere significa ascoltare” come ha ricordato mons. Alessandro Plotti, arcivescovo emerito di Pisa. Come ricordato poi da Giuseppe Chinnici, presidente della Fondazione Ozanam-San Vincenzo De Paoli, “sono 62 mila i detenuti per una capacità ricettiva – ha sottolineato – di 47 mila persone. Si tratta di persone che si trovano in grandissime difficoltà. Le soluzioni ad personam sono un po’ difficili, ma si può procedere per fasce di età, di esperienza, di Paesi di provenienza. Noi abbiamo previsto due progetti che partiranno a settembre: il primo è un corso di volontari per assistere in particolare i malati di Alzheimer; l’altro è un modulo per i giovani, quindi carcere minorile, per reinserirli attraverso il lavoro e le attività teatrali”. “Dobbiamo portare nelle carceri cultura, istruzione, lavoro e soprattutto – ha precisato il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri – umanità e tanto amore. Questa sarà la strada, perché noi che facciamo le leggi dobbiamo trovare le risposte giuste, perché le carceri sono l’immagine di un Paese”. Nel corso del convegno hanno dato il proprio contributo, fra gli altri, anche Silvana Sergi, oggi direttrice del carcere di Regina Coeli, dopo aver diretto quelli di Civitavecchia, la casa di reclusione di via Tarquinia prima e il supercarcere di Borgata Aurelia poi.
 

ULTIME NEWS