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Delmirani invita ad aprire un tavolo con Enel

CIVITAVECCHIA – “L’amministrazione pentastellata persevera nell’intento di non richiedere fondi all’Enel? Mentre ritengo che sia un diritto dei cittadini chiedere un risarcimento per i danni che da mezzo secolo subiscono e che, del resto,  nessun livello occupazionale potrà mai compensare, affermo anche che la priorità e l’essenzialità di utilizzo dei fondi risarcitori deve essere data alla spesa per investimenti utili a migliorare o innovare servizi ai cittadini.
Uno dei tanti investimenti che può permettere di risolvere un annoso problema di disservizi potrebbe essere un adeguato finanziamento per il rifacimento della rete idrica della città, che è il caso di dire “fa acqua da tutte le parti”. È il senso dell’intervento di Damiria Delmirani del movimento L’Ancora-Ncd. “Un altro e prevalente impegno che l’Enel e l’Amministrazione comunale devono assumersi nei riguardi dei civitavecchiesi – ha aggiuntp – è quello del rispetto dei patti in Convenzione che, se non più esaustiva di tutte le esigenze per il mutare dei bisogni e delle condizioni dall’ultima stipula, necessita di essere rinegoziata. E, nella rinegoziazione, potrebbero essere stabiliti altri investimenti di cui far carico Enel. Quindi, sarebbe opportuno prevedere già in convenzione la destinazione d’uso dei fondi per evitare “distrazioni” sulle spese correnti. Inoltre, tra gli oneri a carico dell’Enel rientra la tutela della salute e dell’ambiente, che devono essere monitorati mediante specifici strumenti previsti in convenzione, quali il “tavolo della salute” e l’Osservatorio Ambientale con l’impegno finanziario di un milione di euro annui per contributo di gestione”. E Delmirani affronta quindi anche il problema dell’Osservatorio. “Andiamo a verificare – ha aggiunto – se la spesa di un milione serve effettivamente per tutelare la salute dei cittadini con monitoraggi, osservazioni, informazioni, avvertimenti sulle mutazioni ambientali ovvero se è utilizzata per compensare le “prestazioni” dei consiglieri e degli addetti al Consorzio. Ho parlato durante l’ultima campagna elettorale dei risultati della ricerca commissionata dall’Osservatorio e dei risultati ottenuti dal team di studiosi, che dovrebbero allertare cittadini, governanti, specialisti, Enel, ambientalisti. Non c’è stato nessun interessamento in merito, fino all’allarme lanciato giorni fa sul PM10 di San Liborio e solo per quello che era già accaduto e certificabile. È vero che siamo abituati a “chiudere la stalla quando i buoi sono fuggiti”, ma qui si tratta della salute dei cittadini e non si può attendere che le disattenzioni che oggi vengono compiute sul controllo dei meccanismi di funzionamento della centrale a carbone procurino i danni irreparabili che negli anni hanno arrecato le centrali a olio combustibile. A fine luglio, primi di agosto, il team di ricerca pubblicherà il report finale 2013 che, in  sintesi, ci dirà quali mutazioni gli organismi e gli ambienti osservati stanno subendo forse a causa di inadeguato o mancato o insufficiente controllo ovvero mancate o insufficienti manutenzioni oppure di utilizzo di combustibile magari non proprio pulito, e ci avviserà sui danni alla salute che le negligenze umane ci procureranno. Non aspettiamo oltre, apriamo un tavolo con Enel e cominciamo a porre condizioni, imporre sanzioni, e a trattare adeguati risarcimenti da utilizzare nell’esclusivo e preminente interesse della collettività”.
 

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