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Comune di Tarquinia, scongiurata la sottrazione di un bene

Comune di Tarquinia, scongiurata la sottrazione di un bene

Il tribunale di Civitavecchia dà ragione all’avvocato Pelucco

TARQUINIA – Per anni è stato occupato abusivamente. E il Comune di Tarquinia, proprietario, rischiava addirittura di perdere il possesso di quell’immobile situato nella zona industriale. Ma dopo anni di vertenza, il peggio adesso è stato scongiurato; e la battaglia legale si è conclusa positivamente. Tutto è iniziato nel 2007 quando, ai danni proprio del Comune, venne presentata al tribunale di Civitavecchia domanda di usucapione del bene facente parte del patrimonio immobiliare dell’Ente. Anni di lotta a suon di carte bollate fino a che il tribunale di Civitavecchia, con la sentenza 599/2014, ha accolto la linea difensiva prospettata dal Comune di Tarquinia, assistito dall’avvocato Raniero Pelucco. Il legale ha sostenuto in giudizio la tesi della «non usucapibilità dell’immobile» poiché si trattava, nella fattispecie, di «un bene destinato ad un pubblico servizio e quindi di un bene facente parte del patrimonio indisponibile dell’Ente, secondo la definizione datane dall’art. 826, comma 3 del codice civile». «Tali tipi di bene, infatti, – spiega l’avvocato Pelucco – non possono essere sottratti alla loro destinazione se non nei modi stabiliti dalle leggi che li riguardano. Ciò significa che, a tal fine, è necessario seguire una particolare procedura amministrativa prevista dalla legge (la cosiddetta sdemanializzazione del bene) in assenza della quale il bene continuerà ad essere soggetto a vincolo di destinazione e a considerarsi pertanto inalienabile e non usucapibile». Viva soddisfazione è quindi stata espressa dall’avvocato Raniero Pelucco per essere riuscito a convincere il tribunale della bontà della sua tesi e a salvare dall’usucapione un bene facente parte del patrimonio immobiliare del Comune di Tarquinia. «Un plauso – afferma il giovane legale  – va fatto all’amministrazione comunale poiché, decidendo di resistere in giudizio nella controversia in questione, ha mostrato senso di responsabilità e forte attaccamento alle questioni riguardanti l’intera collettività». Salvato il bene, resta ora soltanto da capire come verrà gestito l’immobile, e soprattutto da chi, vista la materia controversa che potrebbe affidare il diritto alla Regione. (a.r.)

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