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Tirrenica: venerdì il Governo presenta il decreto 'Sblocca Italia'

TARQUINIA – Conto alla rovescia sul destino dell’autostrada tirrenica. Il Governo presenterà venerdì il decreto ‘‘Sblocca Italia’’: 4.5 miliardi di euro per la realizzazione o il completamento di seicento infrastrutture che interessano l’intero territorio nazionale. Si va dall’alta velocità ferroviaria tra Napoli e Bari alla linea C della metropolitana di Roma fino al metano nei quartieri di Catania. In mezzo ci saranno anche i 270 milioni destinati all’autostrada Civitavecchia-Livorno, bloccati un mese fa. Come si ricorderà Bargone, il presidente di Sat, la società che sta realizzando l’opera, arrivò persino a rassegnare le dimissioni, in aperta polemica con il Governo. Fu il ministro alle Infrastrutture Lupi a tranquillizzare gli animi: «I soldi ci sono e arriveranno a luglio». Ora la discussione slitta ancora a venerdì. Da capire quindi se i cantieri già aperti nel tratto laziale da Civitavecchia a Tarquinia, potranno così essere completati in tempi ragionevoli e se altri, nel tratto Tarquinia-Pescia Romana, potranno essere aperti lungo il tracciato previsto per la nuova autostrada. Per la soddisfazione di tutti quegli amministratori locali – di qualsiasi colore politico – che erano insorti di fronte all’ipotesi del blocco dei lavori. Dal primo cittadino di Montalto Sergio Caci («La sospesione sarebbe un segnale negativo per tutto il Paese») a quello di Tarquinia Mauro Mazzola, che continua a reclamare investimenti sulla viabilità alternativa, fino al presidente della Provincia di Viterbo Marcello Meroi. Nella Tuscia, tra l’altro, il destino della tirrenica viene visto come un traino fondamentale per il completamento della trasversale. Questo per quanto riguarda il Lazio. In Toscana, invece, la possibile sospensione era stata accolta con giubilo dai tanti oppositori della tirrenica, ribattezzati ‘‘No Sat’’. (a.r.)

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