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Trentasei euro per avere contenitori dei rifiuti più grandi

LADISPOLI. Commercianti di Palo Laziale sul piede di guerra

LADISPOLI. Commercianti di Palo Laziale sul piede di guerra

LADISPOLI – Non hanno ottenuto risposte positive nemmeno dal delegato all’Igiene urbana del Comune di Ladispoli, Claudio Lupi, i commercianti della zona Palo Laziale dal primo luglio alle prese con la raccolta differenziata porta a porta. «Abbiamo spiegato all’amministrazione comunale i nostri problemi – hanno detto – ossia la difficoltà di effettuare la raccolta porta a porta con i pochi mezzi che ci hanno fornito: contenitori insufficienti e un calendario per la raccolta da parte della ditta incaricata non corrispondente alle nostre esigenze». Secondo quanto riferito dai commercianti, infatti, anche ai gestori di locali (quali pizzerie, bar, negozi ortofrutticoli) sarebbe stato consegnato lo stesso kit per la raccolta consegnato dall’amministrazione alle singole abitazioni. «Ma noi non produciamo una quantità di rifiuti pari a quella di una famiglia media – hanno precisato i commercianti – e non paghiamo le stesse tasse. Mentre una famiglia paga all’incirca 500 euro l’anno, noi paghiamo circa duemila euro all’anno». Tanto che hanno chiesto di poter utilizzare dei contenitori più grandi, «ma ci hanno risposto – hanno aggiunto – che per ottenerli dobbiamo pagare 36 euro a contenitore. È impensabile». E ora i gestori delle attività commerciali della zona stanno valutando il da farsi. E tra le soluzioni ipotizzate c’è anche quella di adire le vie legali. Intanto, mentre i commercianti sono sul piede di guerra e si preparano alla battaglia, l’amministrazione comunale traccia un primo bilancio del porta a porta. «A poco più di venti giorni dall’estensione della raccolta differenziata dei rifiuti a 7mila utenze di altri quattro quartieri, i dati dicono che la maggioranza dei cittadini sta collaborando attivamente. Sono stati distribuiti 20mila contenitori per i vari materiali. La raccolta della plastica, carta e vetro è quadruplicata. L’umido è aumentato di tre volte e così la frazione secca residua. C’è però una parte di utenti che dimostra inciviltà, disinteresse e poco rispetto per l’ambiente e per i propri concittadini. Queste persone gettano rifiuti non differenziati nei punti dove prima c’erano i cassonetti o vanno negli altri quartieri. Dopo una prima fase nella quale c’è stata comprensione e tolleranza – ha dichiarato il sindaco Paliotta – ora si passerà alle multe».

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