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La Rocchi bacchetta la giunta Bacheca sul porto turistico

SANTA MARINELLA. La portavoce di "Un'altra città è possibile" critica l'approvazione della variante 2009: «I prezzi della Porto Romano sono troppo alti e i diportisti locali se ne stanno andando»

SANTA MARINELLA. La portavoce di "Un'altra città è possibile" critica l'approvazione della variante 2009: «I prezzi della Porto Romano sono troppo alti e i diportisti locali se ne stanno andando»

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Continua il dibattito a distanza tra l’amministrazione comunale e la lista civica Un’Altra Città è Possibile, sul tema riguardante la variante urbanistica alla viabilità del porticciolo turistico che dovrebbe portare all’ampliamento della marina. «La variante che la maggioranza ha approvato in consiglio comunale – sottolinea Paola Rocchi – è quella del 2009, quella che noi contestammo per essere stata prodotta al di fuori di una programmazione urbana che avrebbe dovuto interessare l’intero centro, compresa la zona dell’ex cementificio. Da un punto di vista urbanistico e della viabilità, ci dovrebbero spiegare come si concilierà la rotonda prevista nell’ex area De Simoni con il sottopasso ferroviario. Gli altri motivi che ci hanno condotto a votare no alla variante, riguardano ciò che è successo nei sei mesi susseguenti alla decisione del Consiglio di Stato di obbligare il Comune a produrre una variante urbanistica per ottenere l’ampliamento. La maggioranza è arrivata a portare l’atto all’ultimo giorno utile senza nessun coinvolgimento della città ed ignorando anche  la richiesta di una commissione urgente sulla questione. Del resto il problema dell’inerzia di questa amministrazione è noto – continua la Rocchi – considerato che resta immobile di fronte alla Porto Romano senza verificare se la società stia rispettando i patti fino ad ora sottoscritti. Un atteggiamento del genere è utile alla Porto Romano per continuare a fare ciò che ha fatto fino ad ora e cioè gestire l’attuale porticciolo, riscuotere i canoni degli affitti dei posti barca e fare ricorsi al Tar rimandando di fatto l’ampliamento, unica ragione perché possa gestire la vecchia darsena costruita con i soldi della collettività. Darsena che, è bene ricordarlo, dopo l’ampliamento, dovrebbe tornare nella piena disponibilità dei residenti, secondo quanto previsto dall’accordo di collaborazione del 1997. Basterebbe che il Comune verificasse il rispetto di tale accordo, ma ciò non è stato mai fatto. Eppure è stato lo stesso sindaco ad ammettere che la società Porto Romano si sta dimostrando ostile nei confronti della città. Nel frattempo tutti sanno che con i suoi prezzi la società ha allontanato i piccoli diportisti locali, anima storica del nostro porticciolo compresi gli organizzatori di una importante regata velica invernale che hanno trasferito la manifestazione a Riva di Traiano – conclude la leader civica – se veramente il sindaco Bacheca crede che la Porto Romano sia ostile alla città, crediamo che sia giunto il momento che agisca di conseguenza».

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