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"I dati relativi all'economia italiana non si discostano da quelli relativi alla nostra città"

CIVITAVECCHIA “I dati relativi all’economia italiana non si discostano da quelli relativi alla nostra città. Il nostro Comune ha problemi strutturali che derivano da scelte politiche passate sbagliate, in alcuni casi scellerate, in particolar modo nella gestione delle società partecipate: sprechi, pessime gestioni, clientelismo, tracimazione della politica in consigli di amministrazione, affidamento di società a manager (o presunti tali) incapaci. E’ chiaro che su queste si debba intervenire, e al più presto, con interventi drastici; una cosa sola non può e non deve essere fatta: aumentare le tasse per trasferire ulteriori risorse destinandole al risanamento di ciò che risanato non potrà essere, né chiedere ulteriori sacrifici ai civitavecchiesi, famiglie e imprese, con maggiorazioni di imposte. Non è accettabile il principio di “regalare” ulteriori risorse a servizi inefficienti senza incidere pesantemente sul sistema di gestione delle società in sofferenza. Personalmente non sono un fanatico del sistema pubblico a tutti i costi; paradossalmente però l’unica consolazione per l’acqua inquinata che abbiamo bevuto ignari per due settimane è che comunque anche gli agenti inquinanti erano pubblici; si può anche accettare che il comune non perda il controllo delle aziende, ma sicuramente è da ridimensionare lo spazio del potere della politica: occorre ridurre costi, ridimensionare, liberalizzare. Spesso con queste società in tanti, non solo esponenti politici, hanno costruito consenso, per cui ci troviamo servizi che costano tanto e sono di scarsa qualità. Non è accettabile pagare tanto ad esempio per poi vedere strade sporche e per avere una differenziata che non decolla. La recessione sta creando disoccupazione tra piccole e medie imprese che sono costrette a licenziare, sta impoverendo famiglie che vivono il dramma della disoccupazione: anche a Civitavecchia bisogna lavorare per avviare tagli del carico fiscale e abbattere quellaspesa improduttiva che è piombo nelle ali dello sviluppo”.

Tullio Nunzi

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