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Detto fatto: il Codacons presenta l'esposto alla Procura

CIVITAVECCHIA – Lo aveva annunciato nei giorni scorsi, e così ha fatto: il Codacons ha infatti presentato un esposto alla Procura in merito alla vicenda della non potabilità dell’acqua. Il primo punto sul quale l’associazione ha chiesto verifiche è quello della scarsa comunicazione da parte del Comune. “La mancata pubblicazione rischia di rendere nulla la stessa ordinanza” hanno infatti chiarito dal Codacons. Gli avvisi sul sito internet del Comune, infatti, secondo quando si legge nell’esposto, non sono stati seguiti dai dovuti ed obbligati avvisi alla popolazione, né è stato pubblicato il testo dell’ordinanza stessa. “Una situazione che, considerata la presenza di batteri all’interno delle acque – hanno aggiunto dall’associazione – appare gravissima e tale da mettere a repentaglio la salute di cittadini e turisti”. Appellandosi al diritto alla salute sancito dalla Costituzione, il Codacons ha evidenziato come la trasparenza non sia mai troppa in casi del genere. La situazione che ha portato alla non potabilità, secondo il Codacons, potrebbe celare “un’omessa adozione, da parte dello Stato e della Regione, Provincia e Comuni coinvolti, di idonee misure atte a scongiurare il pericolo per la salute della collettività – si legge nell’esposto – l’omesso intervento negli anni volto al risanamento delle acque e per garantire l’approvvigionamento, il serio rischio di una possibile contaminazione anche degli alimenti  che sono venuti e vengono a contatto con acqua contaminata con evidenti conseguenze epidemiologiche, la gravissima omissione delle istituzioni italiane, centrali e locali consistita nel non aver dato un’adeguata campagna di informazione rivolta ai cittadini coinvolti per spiegare le azioni e gli interventi previsti per far fronte all’inquinamento delle acque e la violazione del principio di precauzione ripetutamente connessa al principio di informazione a favore della popolazione appare indice di negligenza grave considerato che solo la conoscenza può consentire di adottare sistemi di prevenzione”. La richiesta è quella di un intervento da parte della magistratura, perché si potrebbero configurare, a detta del Codacons, una serie di reati: dall’epidemia all’avvelenamento di acque o sostanze alimentari, dal commercio di sostanze alimentari contraffatte o nocive all’omissione di atti d’ufficio, interruzione di servizio pubblico o di pubblica utilità, fino all’abuso d’ufficio, delitti colposi contro la salute pubblica e violazione del testo unico ambientale. 

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