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Cimitero vecchio nel degrado

Cimitero vecchio nel degrado

Acqua stagnante, zanzare, odore nauseante e loculi abbandonati: questa la situazione. La segnalazione di una cittadina porta alla luce incuria e scarsa attenzione. Ma anche in città il quadro non cambia, dal centro alle periferie, fino al lungomare

CIVITAVECCHIA – Città immersa nel degrado, dal centro alle periferie. Non sembra esserci eccezione dalle denunce che arrivano quotidianamente dai cittadini. Perdite idriche, sporcizia ai bordi della strada, verde pubblico nell’incuria. Anche la Marina ed il lungomare, che dovrebbero essere il biglietto da visita della città, sono avvolti nel degrado. Rifiuti, erbacce e scarsa manutenzione. Ovunque si vada il quadro sembra essere sempre lo stesso.
E non sono esenti da questa situazione neanche i cimiteri cittadini. Più volte i civitavecchiesi hanno chiesto una maggiore attenzione e cura per questi luoghi di ricordo e preghiera; ma molto spesso le richieste non sono state accolte. Andate perse.
È il caso, ad esempio, del cimitero vecchio di via Aurelia nord. La segnalazione di una civitavecchiese sottolinea un problema annoso, che rischia seriamente di compromettere le strutture e creare danni e disagi ancora maggiori. Da qualche tempo, infatti, nei pressi della parte coperta, è presente una copiosa perdita idrica: l’acqua stagnante è diventata verde, accompagnata dal proliferare di insetti. «L’odore è nauseante – ha sottolineato la civitavecchiese – passando in quella zona sono stata letteralmente assalita dalle zanzare. Un degrado inqualificabile. L’acqua scorre poi sotto le tombe, andando anche ad infiltrarsi nei loculi, che forse sarebbero da controllare. La situazione è indecente». Quello che dovrebbe essere un luogo decoroso è invece abbandonato all’incuria. In questo caso non serve troppa burocrazia, quanto piuttosto un intervento deciso e concreto, come nel resto della città. «Perché tra Tia e Tari – hanno tuonato molti civitavecchiesi –  il servizio lo paghiamo, e anche caro: ma i risultati non si vedono».

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