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Terme, nuovi partner Acanthus

Terme, nuovi partner Acanthus

Nonostante la battuta d’arresto causata dalla politica il gruppo romano interessato al comparto continua a cercare convergenze in grado di rilanciare il territorio. L’amministrazione comunale non si è ancora espressa, ma nel programma M5S le cose sono chiare

CIVITAVECCHIA – Il turismo che non esiste, rilegato a un sempre più svilito mercato crocieristico e una città che lamenta una carenza cronica di opportunità di sviluppo. È la sintesi di quello che accade ormai da anni a Civitavecchia, con le istituzioni perennemente incapaci di lavorare in sinergia e gli operatori turistici alla canna del gas, che si fanno largo come possono per riuscire a sbarcare il lunario. Eppure le opportunità ci sarebbero: la costa, il mare, le terme. Quest’ultimo punto poi, da sempre spaventa la politica, quasi come si trattasse di una sventura per il territorio. Tutti dicono di crederci, tutti una volta al potere ci provano a realizzarle secondo i loro criteri e naturalmente dall’opposizione partono gli attacchi, gli esposti e le denunce. E a Civitavecchia non rimane che guardare i crocieristi partire alla volta di mete in grado di accoglierli. Anni di battaglie dopo l’era Mastrofini, con l’arrivo in città dell’imprenditore romano Giuseppe Sarnella che in quel progetto ha sempre creduto. Sono cambiate tre amministrazioni, abbiamo avuto un commissario prefettizio, ma le cose sono ancora al punto di partenza. Almeno a livello pratico, perché per quanto riguarda le sinergie, il presidente del gruppo Acanthus non si è mai fermato, stabilendo contatti in attesa del giorno che verrà, ammesso che verrà. L’intenzione di Acanthus è quella di creare un polo d’eccellenza nell’ambito del turismo e per questa ragione il noto gruppo romano ha strappato l’ok di fattibilità con Kushman & Wakefield, advisor a livello internazionale, oltre all’accordo con la Accor, leader europea nella categoria degli hotel di lusso. Acanthus, che ormai punta sulle potenzialità non solo di Civitavecchia ma dell’alto Lazio, ritiene che il territorio abbia tutti gli ingredienti per cambiare volto, sia dal punto di vista turistico che economico. Le terme, che di sicuro rappresentano un’ottima occasione di crescita a bassissimo impatto ambientale, potrebbero rappresentare una sicura risorsa, ma su questo tema la politica ha preferito scontrarsi, seppellendo un bene prezioso come l’acqua termale sotto un cumulo di carte bollate, nella palude della democrazia. L’amministrazione comunale è cambiata per l’ennesima volta, ora al governo c’è Antonio Cozzolino e il Movimento 5 Stelle, che nel programma elettorale, sotto la voce «Turismo e cultura – un nuovo modello economico’’ al punto 8 ha inserito proprio la rimodulazione e realizzazione del progetto del polo termale con la creazione di percorsi balneari, archeologici e gastronomici di contorno.
Sono passati circa due mesi, ma delle terme da realizzare i civitavecchiesi non hanno più sentito parlare e c’è chi scommette che nemmeno in futuro se ne parlerà. Probabile però che l’amministrazione comunale abbia in serbo una sorpresa in grado di sconfessare gli scettici e di consegnare a Civitavecchia il trampolino per quello sviluppo atteso da sempre e mai arrivato.

Mariassunta Cozzolino

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