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Nessun tipo di contratto con Labservice

Nessun tipo di contratto con Labservice

ACQUA. Prosegue l’inchiesta avviata dal procuratore capo Gianfranco Amendola. La magistratura ipotizza un possibile errore da parte del laboratorio a cui si è affidato il Comune. Indagini anche su una presunta telefonata tra un tecnico del Pincio ed un funzionario della Asl

CIVITAVECCHIA – Potrebbe essersi trattato di un errore della Labservice, il laboratorio di analisi che ha eseguito i controlli ed ha stabilito che l’acqua era inquinata da batteri coliformi, conta colonie e escherichia coli.
È quanto sta verificando la Procura della Repubblica nell’indagine avviata direttamente dal procuratore capo Gianfranco Amendola.
I carabinieri del Nas infatti, stanno effettuando le ultime verifiche che potrebbero portare appunto a questa “verità”, in quanto tutti gli elementi finora raccolti sembrerebbero proprio indicare questo.
A cominciare da una serie di documenti che la stessa magistratura inquirente ha raccolto sia presso la sede della Labservice, che a palazzo del Pincio, e ancora alla Asl. Non solo, ma anche dopo una serie di interrogatori tenuti dallo stesso procuratore Amendola. Da questi elementi, peraltro, emerge una situazione a dir poco paradossale. Il tutto naturalmente inizia quando la Labservice, il primo agosto, comunica al comune l’inquinamento idrico. L’addetto del comune che riceve la comunicazione chiama al telefono immediatamente il funzionario Asl, che è in ferie. Ma al telefono, stando a quanto avrebbe affermato l’addetto comunale, dice di attivare l’ordinanza di non potabilità. E il tecnico comunale esegue. Così nasce l’ordinanza.
Ma il “giallo”, perché di questo si tratta, è che nell’ordinanza c’è scritto che la Asl è stata informata della problematica, ed “ha invitato a predisporre immediata Ordinanza Sindacale di non potabilità”.
Sta di fatto, invece, che la Asl non sapeva nulla, anzi, per l’azienda sanitaria l’acqua non è mai stata inquinata, come ha ribadito più volte in vari comunicati stampa.
Non solo, ma il tutto sarebbe stato confermato anche da un’altra dirigente della Asl, che di queste telefonate tra il funzionario dell’azienda ed il tecnico comunale, non sapeva nulla.
Ma c’è ancora di più. Da quanto avrebbe scoperto la Procura, non esisterebbe nessun contratto tra la Labservice ed il comune e non esisterebbe nemmeno un verbale delle analisi incriminate, ma solo una mail. Dalla Labservice però si sono difesi, sempre di fronte al procuratore, affermando che da sempre usano questo sistema di lavoro. La Procura, sotto questo aspetto, sta ora cercando chi al comune ha sottoscritto questo accordo.  

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