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Uniti per la chiesa dei Templari

Uniti per la chiesa dei Templari

CIVITAVECCHIA – C’è chi la associa ai Templari, chi addirittura afferma che le prime tracce risalgono al V secolo. Parliamo della chiesa di San Giulio, o di Sant’Egidio vecchia, o di San Giovanni, quella che un tempo sorgeva sull’area termale, di fronte alle Colline dell’Argento. Dalla strada è possibile notare un campanile, ma in pochi sanno quello che potrebbe trovarsi sotto la terra. Chi però, come i membri della Società Storica Civitavecchiese se ne intende, non ha difficoltà a capire che scavando potrebbe emergere una chiesa dal valore inestimabile, anche in base ai rilievi effettuati dagli esperti negli anni ‘50, gli unici su quell’area. E qui subentra una sinergia tra la Società Storica Civitavecchiese e Acanthus, proprietaria del terreno delle terme. Gli storici locali sono pronti a loro spese, muniti come sono di autorizzazioni della Soprintendenza, ad avviare i primi lavori per procedere poi agli scavi veri e propri; Giuseppe Sarnella per Acanthus non avrebbe problemi ad autorizzare il tutto.
Ma a cosa servirebbe una cattedrale nel deserto? Se l’amministrazione comunale non promuove lo sviluppo dell’area termale, non avrebbe senso rimettere in piedi un complesso ecclesiastico di valore: finirebbe subito in pasto al degrado. Diverso sarebbe riqualificare l’intera zona e avviare il progetto di realizzazione delle terme pubbliche, arrivando ad inserire la chiesa recuperata in un pacchetto turistico e archeologico in grado di comprendere anche la necropoli di Cerveteri. Su questo punto dovrà esprimersi il Pincio, dicendo la sua sullo sviluppo turistico della città e del territorio. 

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