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Solo un filo d'acqua dai rubinetti

CIVITAVECCHIA – I problemi idrici non riguardano solo la potabilità. È vero, il Comune non ha segnalato guasti sulla rete tali da giustificare disagi alla collettività, ma negli ultimi giorni abbiamo raccolto lo sfogo di numerosi cittadini, che hanno lamentato e continuano a lamentare un rilevante decremento idrico presso le loro abitazione. Un problema che ha toccato Civitavecchia anche negli anni scorsi, che ha visto la sua massima espressione durante l’era Moscherini. Le cose sono migliorate con l’arrivo di Mauro Campidonico all’assessorato alle Manutenzioni: la disposizione impartita ai tecnici comunali, ovvero quella di provvedere attraverso una turnazione adeguata a lavorare costantemente sull’apertura e sulla chiusura delle saracinesche, non ha risolto completamente la questione, ma ha dato ai civitavecchiesi la possibilità di respirare per quanto riguarda l’acqua nelle case. Poi però le cose sono tornate come erano prima e in alcune zone di Civitavecchia ci sono abitazioni che in estate l’acqua la vedono con il contagocce, oppure non la vedono affatto. È il caso di viale Matteotti, dove gli inquilini dei piani alti si salvano solo con l’autoclave e i vasconi di accumulo, ovviamente a scapito degli altri condomini che non hanno mezzi per l’approvvigionamento. E in questi giorni la stessa cosa si è verificata in via Doria, dove i residenti hanno fatto sentire la loro voce per via di frequentissimi abbassamenti della portata idrica. Per non parlare di via Traiana: chi vive al quarto o al quinto piano, per lavarsi deve attendere la notte e in alcuni casi nemmeno basta. La condizione del centro storico poi ha dell’incredibile, con gli abitanti della zona che neppure al secondo piano possono dormire sonni tranquilli. Segnalazioni circa i disagi idrici sono arrivate solo l’altro ieri anche da San Gordiano, dove la gente ha vissuto la stessa esperienza di chi abita in centro. Un problema che evidentemente coinvolge l’intera città, che naturalmente potrebbe trovare una soluzione tampone solo con le manovre delle saracinesche, così come disposto in passato. Ma chi ha il compito di dare le indicazioni in tal senso? L’assessore Massimo Pantanelli, il titolare dei Lavori pubblici, colui che studia le carte e che non si rapporta con gli organi di informazione. Con questo articolo, qualora ce ne fosse ancora bisogno, a Pantanelli giriamo queste segnalazioni affinché prenda coscienza del fatto che una nomina ad assessore non è come la consacrazione al soglio di Pietro.  Lasci perdere le polemiche, le antipatie e le spiritosaggini su facebook, faccia invece visita ai suoi cittadini dando risposte appropriate. Se non è in grado, per onesta potrebbe tranquillamente gettare la spugna, ma senza l’acqua in casa non si può vivere.

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