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"Il caso Pascale non esiste"

CIVITAVECCHIA – Clamoroso: il socialista Mario Michele Pascale, estromesso subdolamente dalla Festa dell’Unità, misteriosamente minimizza e invita tutti a recarsi all’evento. Fa di più: in una nota, contesta quanto scritto dalla Provincia.
«Non esiste un caso Pascale. Il Pd è un ente sovrano, come tale compie le sue scelte che vanno rispettate. Ho raggiunto, a 44 anni, una certa maturità umana e politica e comprendo le necessità organizzative e politiche del Pd. Leggo quanto riportato dal quotidiano la Provincia di Civitavecchia con un certo rammarico. Viene citato in maniera impropria il patto federativo tra Psi e Pd, che, ovviamente, non ha articoli che parlino della mia presenza alle feste dell’Unità. Mi dispiace che si cerchi di fare leva sulla mia persona per mettere in difficoltà il Partito democratico e parlare male della manifestazione. Credo che la festa de l’Unità sia un patrimonio di tutta la sinistra e che come tale vada salvaguardato. Dietro la festa c’è il lavoro certosino di dirigenti e militanti che non può e non deve essere messo in discussione utilizzando la mia persona come cavallo di Troia. Non esiste, quindi, nessun caso Pascale. Il dialogo e la collaborazione con i democrats proseguirà esattamente come prima. Di mio parteciperò alla festa come semplice cittadino ed uomo di sinistra quale sono. Mi auguro, nuovamente, una perfetta riuscita della manifestazione».
A dire il vero, proprio Pascale, in un suo precedente post su facebook, mentre informa della sua inaspettata uscita di scena (avrebbe dovuto intervistare il senatore D’Attorre, ndr) fa riferimento al patto federativo, ma questa è poca cosa. Fa invece riflettere la fretta e la superficialità con la quale Pascale archivia la cosa: probabilmente tra poco uscirà fuori che lui spontaneamente ha deciso di non partecipare, che la sedia era troppo piccola per lui o una strana preferenza del senatore a favore di un’intervistatrice donna.  Probabilmente qualcuno dirà anche che Pascale non esiste. Per fortuna i fatti restano fatti e vanno oltre gli inciuci, gli accordi sottobanco e il volemose bene. Tra l’altro i lettori conoscono bene certe dinamiche e certi personaggi civitavecchiesi e hanno le idee più che chiare su metodi visti e rivisti per decenni. La verità è nel Pd la vecchia guardia non ha voluto Pascale alla festa dell’Unità, tanto che è stato estromesso in maniera vergognosa all’ultimo momento, con un braccio di ferro tipico dei trombati della Prima Repubblica. Dal canto suo, il socialista può  tranquillamente decidere di porgere l’altra guancia, ma chi ha occhi e orecchie vede e sente, a prescindere dalle riconciliazioni dell’ultimo secondo.  Quanto accaduto e riportato dal giornale è la pura e semplice verità.

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