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Affreschi di piazza Leandra, scende in campo l'amministrazione

Affreschi di piazza Leandra, scende in campo l'amministrazione

Questa mattina l'incontro con il professor Santamaria e il sindaco COzzolino organizzato da Tarcisio De Paolis

CIVITAVECCHIA – Grande partecipazione per l’incontro tra Tarcisio De Paolis, possessore dell’immobile dove sono stati trovati degli importanti affreschi raffaelleschi di piazza Leandra, il professore Ulderico Santamaria docente di Scienza e Tecnologia dei Materiali presso l’università della Tuscia e l’amministrazione comunale rappresentata dal sindaco Antonio Cozzolino e l’assessore alla cultura Enzo D’Antò. Esponenti politici, semplici cittadini e appassionati dell’arte si sono ritrovati nella stanza che ospita gli antichi affreschi per sentire le ultime novità riguardo il destino di queste opere d’arte.
«Sono tanti anni che pago di mia tasca per far rivivere queste stupende opere d’arte – spiega De Paolis – in particolare è dal 1972. Io vorrei sapere quale deve essere il destino di queste opere il cui valore è stato riconosciuto da studiosi internazionali». L
’incontro di Attila con il Papa Leone, La Messa di Bolsena, La Cacciata di Eliodoro dal Tempio e la liberazione di San Pietro dal carcere. Queste le scene rappresentate. In tanti anche tra i visitatori ritengono che questi dipinti possano essere una sorta di bozza, voluta dal Papa Giulio II per rendersi conto delle opere dal vivo.
«La prima cosa da fare è salvare questi dipinti – spiega il professor Santamaria – gli storici più avanti potranno dirci di che periodo si tratta. È come il salvataggio di una persona. Prima si pensa a salvarla, poi si chiedono i documenti».
Dopo i vari appelli di De Paolis, l’amministrazione Cozzolino è intervenuta a favore del cittadino: «Mi prendo l’impegno di provvedere all’esenzione di tasse e pagamenti comunali per De Paolis – ha spiegato Cozzolino – è il minimo che potessimo fare. Cercheremo di far rivivere questi capolavori».
«Questo è uno dei tanti capolavori nel cassetto che Civitavecchia possiede – ha spiegato D’Antò – vogliamo aprire questo cassetto e far vedere le nostre bellezze».

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