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Califano e la democrazia: «I giornalisti non si occupino del nostro congresso»

CIVITAVECCHIA – «State più in mezzo ad altri argomenti, non a quello che deve fare il Pd, noi sappiamo come essere partito». Michela Califano, commissario del Pd, ora crede di poter indicare alla stampa la rotta giusta. Fa sorridere quando afferma «noi siamo il futuro», un futuro dai metodi vecchi trasferiti ai giovani, che trovano la loro massima espressione in episodi come l’estromissione di Pascale. Un affare privato insomma, che non accetta critiche ma solo elogi: «Imparate a scrivere del nuovo (a trovarlo) scrivete di quello che non fa questo sindaco che non amministra la città, che vi vuole portare fuori dalla città metropolitana e che non sta in mezzo alla gente. Questo dovete scrivere sui vostri giornali – ha ripetuto la Califano dal palco della Festa dell’Unità – non vi interessate del nostro congresso, sono cose che affronteremo nelle nostre sedi, sappiamo come affrontarle. Se volete scrivere delle cose intelligenti, scrivete perché Civitavecchia deve rinascere con una nuova classe dirigente. E il Pd è il nuovo partito del futuro». Ma quale futuro per un partito che accetta continuamente compromessi? Per un soggetto politico il cui commissario crede di poter dire alla stampa quello che deve o non deve scrivere? Che a mesi di distanza dal congresso già blinda il partito come a dire ‘‘statene fuori’’? Quando Michela Califano è arrivata, è stata accolta da politici e giornalisti come Gesù che sull’asino entra a Gerusalemme. Ha impiegato poco tempo ad invertire la rotta, chiudendosi in un fortino fino ad arrivare ad invitare pubblicamente la stampa ad occuparsi di temi diversi da quelli legati al  Pd. Rispettiamo il suo punto di vista, sicuramente dettato dal gioco delle componenti, ma una cosa va detta: sappia fin da ora la Califano che seguiteremo ad informare i nostri lettori su ogni aspetto legato al Pd, anche a costo di deludere lei e chi le detta la linea politica. Se crede che i suoi strali possano servire ad imbavagliare gli organi di informazione, la cosa più saggia da fare è quella di dimettersi e tornare a Fiumicino. 

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