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Festa dell'Unità, flop all'Uliveto

CIVITAVECCHIA – Scende il livello della Festa dell’Unità: la giornata di venerdì si è rivelata sostanzialmente un flop. E non soltanto per l’esiguo numero di persone che vi hanno preso parte, ma soprattutto per i contenuti politici dell’iniziativa. A cominciare dalla presenza dell’europarlamentare Goffredo Bettini, la cui partecipazione era stata data per certa, ma all’ultimo momento ha lasciato vuota la sedia a lui riservata. Un punto che di certo non va a favore di Enrico Leopardo che si è assunto la responsabilità di coordinare lo staff che ha organizzato l’evento al parco Uliveto. A dire il vero di unità venerdì se n’è respirata veramente poca: in prima linea, come sempre, i veterani del Partito democratico vicini alla componente Barbaranelli, protagonisti i giovani del comitato di organizzazione, defilati gli altri che ancora stanno studiando le mosse in vista del congresso di circolo. Attimi di tensione, stando alle indiscrezioni, quando il segretario del Pd, Michela Califano, ha suggerito ai componenti dell’associazione Link democratico di non prendere la parola per evitare che fratture e incomprensioni interne venissero ancora una volta a galla. Ma il fuoco sotto la cenere continua a covare e come ampiamente pronosticato nei mesi scorsi, la Festa dell’Unità da sola non basta a rimettere a posto le cose. Quello che manca è il partito, la sua struttura democratica, il vero luogo in cui discutere di politica. L’unico dato evidente in queste ultime settimane è la capacità di alcuni vecchi politici provenienti dai Ds o dalla Margherita di stringere accordi sottobanco dando l’impressone di agire in nome di chissà quale democrazia. Un vizio mai perso, quello di nascondere le magagne della vecchia politica sotto il tappeto della giovane età, vizio al quale fortunatamente oggi in molti si sono contrapposti. Ad esempio la scelta di Enrico Leopardo quale prossimo segretario, operata segretamente in nome di un accordo che si basa sostanzialmente sul nulla ne è la prova: nel Partito democratico sono in tanti a promettere battaglia, anche se alla fine le componenti Tidei-Barbaranelli-Carluccio hanno la maggioranza. Probabilmente riusciranno ancora una volta a fare il bello e il cattivo tempo e ad eleggere il loro segretario, ma il Pd rimarrà una riserva per animali in via di estinzione; difficile immaginare un futuro equivalente ai propositi di democrazia, trasparenza, apertura e partecipazione. Vecchi metodi per vecchi politici. Tornando alla Festa dell’Unità, la questione è semplice: passano i giorni e calano i consensi, tanto che molti sostenitori venerdì hanno deciso di rimanere a casa. Tra i presenti un Mario Michele Pascale che a quanto pare non sembra abbia accusato il colpo ricevuto con l’estromissione all’ultimo momento dall’intervista a D’Attorre per mano della vecchia guardia Pd. I motivi saranno legati al suo attaccamento al centrosinistra oppure a rassicurazioni-scuse giunte dall’alto e cadute come un velo sulla suo amor proprio tanto da renderlo invisibile? Per quanto riguarda il programma dell’evento, in programma per ieri sera un tema caldo da trattare, ovvero quello legato alla crisi del Medio Oriente. Prevista per le ore 19 la partecipazione dell’onorevole Marietta Tidei e dell’ambasciatore palestinese in Italia Mai Alkaila.

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