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Gemellaggi, Barbani: "Polemiche sterili"

CIVITAVECCHIA – “È curioso che, con tutti i problemi che ci sono in questa città, ci si ritrovi a versare fiumi d’inchiostro per polemiche sui gemellaggi, che sono sì importanti per tutti noi, ma in questo momento di certo non prioritari”.
Così interviene il consigliere Claudio Barbani in merito alle recenti dichiarazioni di alcuni esponenti del Pd relative ai rapporti intrattenuti dal Comune con le città gemellate.
“Sono fermamente convinto – prosegue Barbani – che i gemellaggi costituiscano un momento importante di crescita di una città, per la possibilità che danno di scambiare conoscenze ed entrare in contatto con culture spesso lontanissime dalle nostre, facendo leva sul comune desiderio di amicizia e vicinanza tra i popoli. Tuttavia dobbiamo anche guardare in faccia la realtà e dirci francamente che spendere in questo momento denaro pubblico per organizzare viaggi di assessori o consiglieri dall’altra parte del mondo sarebbe inopportuno e difficilmente comprensibile da parte dei cittadini, ai quali si stanno chiedendo grandi sacrifici per cercare di non far affondare la barca sotto il peso della cattiva gestione degli ultimi anni. Né è pensabile a mio avviso che si crei una delegazione composta solo da chi può permettersi di sostenere personalmente la spesa di un biglietto aereo intercontinentale, escludendo peraltro chi ad esempio in Comune si occupa del cerimoniale, che non può certo lavorare a spese proprie. In questo senso mi permetto di dissentire dalle semplificazioni fatte da Fabio Angeloni, al quale, mio malgrado, per oltre un anno, insieme a tutti i civitavecchiesi ho forzatamente “offerto un caffè” e anche dall’ex delegata Carla Celani, nel cui intervento ho letto molta voglia di attaccare a testa bassa, ma una scarsa conoscenza delle prodezze dei suoi. Forse potrebbe trovare istruttiva la lettura della delibera n. 263 del 2012 con la quale a soli tre mesi dall’insediamento dell’Amministrazione Tidei, la giunta stanziò quasi 6.000 euro per spedire in Cina il Sindaco, un Assessore, un consigliere e l’allora Segretario di partito e Dirigente. Nessuno di noi cerca un “capro espiatorio” – conclude infine Barbani – perché altrimenti potremmo stare un anno intero a raccontare in quali condizioni questa amministrazione abbia trovato la città, ma almeno si eviti di insultare l’intelligenza dei cittadini”.
 

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