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"Un vecchio non dovrebbe andare in giro per uffici"

IL CASO. La risposta di un'impiegata di una struttura sanitaria di Civitavecchia ad un 84enne di Santa Marinella che chiedeva di avviare le pratiche di assistenza per la moglie malata di Alzheimer

IL CASO. La risposta di un'impiegata di una struttura sanitaria di Civitavecchia ad un 84enne di Santa Marinella che chiedeva di avviare le pratiche di assistenza per la moglie malata di Alzheimer

di GIAMPIERO BALDI


SANTA MARINELLA – All’età di 84 anni diventa complicato riuscire a sbrigare pratiche burocratiche negli uffici pubblici, specie se la tematica da trattare è di origine sociale. Il signor Angelo Liberati, anziano ultraottantenne, è stato vittima di un fatto increscioso in quanto costretto, per forza di cose, ad essere lui a rivolgersi alle strutture pubbliche sanitarie considerato che la moglie Maria, colpita dal morbo di Alzheimer, ha solo lui per sbrigare le questioni per l’assistenza di cui necessita. Il signor Liberati, quindi, va in una struttura di Civitavecchia per chiedere come fare per avere ottenere l’aiuto del Servizio sanitario, ma si vede rispondere da una impiegata che “un vecchio non dovrebbe andare in giro per gli uffici, la prossima volta si faccia sostituire da un giovane”. “Mi sono recato a Civitavecchia per sbrigare delle pratiche di assistenza per la mia Maria – ci racconta Liberati – visto che chi è colpito dal morbo di Alzheimer deve essere oggetto di molte attenzioni con amore e sensibilità. Ad 84 anni riesco a portare a termine tutte le incombenze necessarie. Ieri l’altro però, sono stato oggetto di un fatto increscioso. Mi sono recato in un ufficio a Civitavecchia per fare una richiesta per mia moglie Maria attinente all’assistenza geriatrica annuale. Non voglio dire in quale ufficio mi sono recato ne il nome dell’impiegata, ma quello che mi è accaduto mi ha dato tanto dolore e mi ha offeso come uomo e come marito che soffre per le condizioni in cui versa la sua donna. Presento le mie richieste all’impiegata e solo perché mancava un documento alla pratica, ha iniziato a dimostrarsi insofferente. Ho cercato di spiegarmi nel migliore dei modi per evitare tensioni, per quanto non sia facile parlare in modo esatto di atti amministrativi. Poco dopo, un’altra impiegata, che la volta precedente mi aveva aiutato per la stesso problema, mi consegna il documento mancante ed a quel punto cerco di capire cosa devo fare. L’impiegata, adirata, mi rispiega tutto aggiungendo che un vecchio non dovrebbe andare in giro per gli uffici e che da lei la prossima volta devo mandare uno più giovane e con un “buongiorno” mi ha licenziato. Mi sono trovato in strada con il morale a pezzi – conclude Liberati – sentendomi offeso e umiliato come uomo, ma come vecchio la signora stia certa continuerò a sopravvivere”.
 

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