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Caserma Stegher, tra multe e privilegi

di FLAVIA BAZZANO

CIVITAVECCHIA – Assieme a quello su via Tarquinia e dell’area Feltrinelli, il parcheggio della Caserma Stegher è una delle più grandi aree di sosta gratuita del centro, eppure la sua reale capienza non è sfruttata a pieno. La maggior parte dell’area, che oltretutto giace in un grave stato di abbandono che non consente nemmeno di distinguere con chiarezza le strisce sull’asfalto, è adibita infatti ad ospitare le auto di alcuni domiciliati nel centro. L’ordinanza n.181 del 23 aprile 2009 ha riservato l’ampio ‘‘Settore 1’’, ai residenti di corso Marconi, piazzetta Santa Maria, sottoportici del Consolato civico 1, piazza Calamatta e via XVI Settembre. Facciamo i conti: esclusa la zona del parcheggio transennata per lavori, i parcheggi del “Settore 1”, davanti e sul retro dell’ex Caserma, comprendono 78 posti più tre per i portatori di handicap, ed otto riservati alle forze dell’ordine, mentre i posti auto ‘liberi’, che però consentono una sosta limitata a un’ora, sono solo 24 cioè meno di un quarto del totale. L’evidente disparità nei servizi offerti ai cittadini, è un problema che investe molti: mentre i residenti delle vie suddette possono usufruire di un parcheggio sempre a disposizione, tutti gli altri abitanti del centro storico e i lavoratori di una delle zone più densamente popolate della città sono costretti a cercare alternative a un parcheggio molto lontano da casa o dal posto di lavoro nei numerosi parcheggi blu. È il caso del proprietario di un esercizio commerciale nei pressi della Caserma che esprime il proprio disappunto. «Devo pagare il passo carrabile  davanti al negozio perché non c’è il marciapiede e poi – si chiede –  non posso nemmeno parcheggiare?». Considerando la presenza degli uffici del Bic Lazio e dell’Assessorato allo Sviluppo Grandi Opere Attività Produttive e Lavoro, di tre scuole (la Cesare Laurenti, la Manzi e l’Isis Calamatta) e delle tante associazioni situate nei locali della Caserma, non si può non pensare che la città sia stata divisa in cittadini di serie A e di serie B. Perché, altrimenti, fornire gratuitamente un servizio a pochi privilegiati e costringere molti a pagare?

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