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Niente mozioni ed interrogazioni in consiglio: botta e risposta Piendibene D'Ambrosio

CIVITAVECCHIA – Non è piaciuto al consigliere del Pd Marco Piendibene il comportamento del presidente del Consiglio Comunale Alessandra Riccetti nella conferenza dei capigruppo di lunedì mattina, definendola ‘‘inadatta al ruolo di garanzia che le è stato affidato’’. Il nodo del problema riguarda, ancora una volta, la delicata questione dell’area metropolitana, che verrà discussa ancora venerdì mattina, proprio nel corso della nuova seduta della massima assise cittadina. «La commissione speciale, istituita per approfondire gli effetti della legge Delrio sul nostro comune – ha sottolineato Piendibene – non approfondisce un bel niente e serve solo a presentare un impianto di delibera, frettoloso e sciatto, che approda in conferenza dei capigruppo con l’obbligo di votare l’atto in Consiglio già venerdì mattina. Dato che nel dispositivo si decide di avviare l’iter per aderire alla provincia di Viterbo, ho chiesto la possibilità di poter sottoporre la proposta di delibera alla parte politica che rappresento per poter, eventualmente, discutere di alcune correzioni, anche nella forma piuttosto farraginosa, in una prossima conferenza da convocare tra due o tre giorni, semplificando i lavori del Consiglio. Richiesta respinta contro ogni consuetudine nella tradizione della conferenza dei capigruppo. La prevaricazione più grave è avvenuta però nel momento in cui la Presidente del Consiglio ha di fatto imposto l’ordine dei lavori del prossimo Consiglio, decidendo unilateralmente di togliere la discussione su mozioni ed interrogazioni». Secondo Piendibene, che in passato ha ricoperto il ruolo di presidente del Consiglio, «privare la minoranza della possibilità di discutere, in tempi adeguati, di problemi o proposte nella sede del massimo consesso cittadino è una prepotenza che lascia il segno. Le mozioni e le interrogazioni – ha aggiunto – sono parte integrante del precipuo ruolo di ogni consigliere, al di là di quello che egli può dire o scrivere pubblicamente». Secondo il capogruppo del M5S Elena D’Ambrosio, però, «Piendibene attacca il presidente Riccetti solo per nascondere l’isolamento del suo partito. Non è giusto – ha spiegato – dire che la Presidente sia inadatta al suo ruolo super partes solo perché non si allinea con i ridicoli tentativi di una sparuta minoranza di allungare il brodo per lasciar precipitare la città nel gran calderone dell’area metropolitana. Abbiamo accettato fin troppo a lungo i giochetti subdoli di rinvii, dibattiti e discussioni, che puntavano a tenerci impegnati mentre gli ingranaggi micidiali dell’Area Metropolitana continuano a muoversi rischiando di inghiottirci. Quanto alla decisione di rinviare il dibattito su mozioni ed interrogazioni – ha aggiunto – capisco che per il collega Piendibene democrazia significa intasare gli ordini del giorno delle sedute con le pur legittime richieste di chiarimenti presentate dalle minoranze e pretenderne la discussione. Per noi però quella stessa parola vuol dire dare corso all’indirizzo politico della maggioranza delle forze politiche presenti in Consiglio su questioni cruciali per l’assetto del territorio, prima che altri decidano per noi».

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