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Saharawi, Battilocchio: "Nuove speranze per il Sahara libero"

TOLFA – Hanno fatto ritorno nel deserto i circa 400 bambini dei campi profughi saharawi che, come ogni anno, hanno trascorso in Italia i mesi di luglio ed agosto per accertamenti, cure specialistiche e per passare lontano dalla soffocante calura estiva del deserto i mesi più duri. Negli ultimi anni i bambini hanno soggiornato in tutti i Comuni del comprensorio ed anche quest’anno, grazie al Comune di Cerveteri ed all’Associazione Asaps di Manziana, il legame con i “piccoli ambasciatori di pace” è rimasto saldo. Una delegazione locale, guidata da Alessandro Battilocchio, si è recata prima dell’estate nei campi profughi per la consegna di materiale umanitario e di pannelli fotovoltaici, acquistati grazie alla collaborazione del campione del Barcelona Andres Iniesta; in quell’occasione la delegazione è stata ricevuta dal Presidente della RASD (Repubblica Araba Saharawi Democratica) Mohamed Abdel Aziz, amico personale di Battilocchio e dalle autorità di governo saharawi. Battilocchio ha incontrato questa settimana presso la sede romana della Rasd Omar Mihi, rappresentante diplomatico in Italia , per fare il punto della situazione anche alla luce dei recenti sviluppi di politica internazionale: un gruppo locale,  su invito del Presidente,  si recherà nuovamente nel Sahara ad inizio 2015 per verificare la situazione (soprattutto in tema di rispetto dei diritti umani), per un supporto umanitario e per partecipare elle iniziative che commemorano i 40 anni di esilio di un popolo in lotta per la libertà . “Questi bambini sono felici di trascorrere due mesi in Italia, ma non vedono l’ora di tornare a casa loro dalle famiglie ad inizio settembre”, ha dichiarato Alessandro Battilocchio,che fa parte dei comitati italiani ed internazionali a sostegno della causa saharawi. “I Saharawi – ha aggiunto Battilocchio, vogliono che venga riconosciuto il loro diritto all’autodeterminazione, così come previsto da svariate risoluzioni ONU che chiedono lo svolgimento di un referendum a riguardo tra la popolazione. I prossimi mesi saranno decisivi e la pressione internazionale è basilare per dare una svolta ad una situazione bloccata da troppi decenni. Quella saharawi è una causa politicamente trasversale e la recente nomina della Mogherini ad Alto Rappresentante della Politica Estera Europea è sicuramente un buon segnale per i Saharawi, vista la sua riconosciuta sensibilità su questa vicenda che rappresenta forse l’ultimo caso di colonialismo in Africa. Il nostro territorio, da tanti anni, è in prima linea sulla questione saharawi, grazie soprattutto alla presenza, sin dal 1999 dei bambini saharawi nei nostri Comuni: continueremo – ha concluso – il supporto nei prossimi mesi anche con una raccolta di medicinali generici che porteremo nei campi ad inizio anno”.

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