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Statua del bacio, Angeloni: "Retorica antiamericana e bugie storiche per tentare di coprire una brutta figura"

CIVITAVECCHIA – “Tentare di giustificare la brutta figura della statua del bacio con la storia è veramente, veramente miserevole. Leggo perle dell’assessore alla cultura D’Antò: “Non capisco perché tutte queste proteste in quanto è un simbolo americano e Civitavecchia è una città che ha subito dei bombardamenti americani. Non voglio essere tacciato di antiamericanismo ma questa è la storia”. Ora la storia la racconta diversamente: infatti la maggior parte dei piloti e degli aerei che a più riprese bombardarono Civitavecchia (circa 90 volte) erano inglesi e non americani (ai quali si deve solo il primo bombardamento)”. A questo fa riferimento l’esponente del Pd Fabio Angeloni che aggiunge: “Era il il 15 agosto del 1945 giorno della resa giapponese. Da allora – ha spiegato – quel bacio in Quinta strada, catturato dall’obiettivo di Alfred Eisenstaedt, fotografo della rivista Life (tedesco), nell’immaginario collettivo è il simbolo di una pace tanto attesa quanto “scoppiata” all’improvviso. Meglio di tutti lo racconta Edith Shain la crocerossina finita tra le braccia dell’anonimo marinaio: «Dice molte cose: speranza, amore, pace e futuro. La fine della guerra è stata una esperienza stupenda e quello scatto racchiude tutto questo». Non so bene che mestiere faccia nella vita D’Antò, ma non se ne deve intendere molto nemmeno di divise militari, visto che comunque il marinaio era americano, come americani (e inglesi) erano i soldati che sbarcarono ad Anzio 70 anni fa per liberare l’Italia dai nazi-fascisti con l’aiuto dei partigiani. Insomma, caro D’Antò – ha concluso Angeloni – tutte queste brutte figure messe insieme, se le  poteva evitare. Bastava un passaggio alla Casa della Memoria. Sa dove è?”.

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