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Statua del bacio: "Miglior notizia non poteva esserci"

CIVITAVECCHIA – “Azione Punto Zero dal 2011, ininterrottamente, si è sempre battuta per la rimozione di  quella buffonata, al secolo “resa incondizionata” o “Bacio del Mare”, dell’artista Seward Johnson. Il mucchio di plastica yankee che riaffermava la subalternità ai bombardieri angloamericani e che hanno ridotto Civitavecchia un cumulo di macerie, occupava il piazzale degli eventi ed è stata rimossa. Il bello è che a difenderla, sul posto e su internet, c’erano esponenti di un fantacomunismo d’antan e consiglieri di centrodestra che, in camera caritatis, si definiscono addirittura camerati e fascisti. Siamo contenti di sentire nelle parole del Sindaco Cozzolino che si trattasse di “una icona americana di un paese che ha raso al suolo Civitavecchia con i bombardamenti” e non potesse rappresentare la civitavecchiesità”. Ne sono convinti dall’associazione. “Siamo lieti che sempre il Sindaco intende utilizzare quello spazio per dare visibilità a vere ed autentiche “opere d’arte” che rappresentino – hanno aggiunto – l’identità di Civitavecchia. Il fragore di latta di quell’obbrobrio farà ridere a crepapelle qualche altro vero europeo in qualche città della Francia. Per ora nessuna resa, miglior notizia non poteva esserci”.
“Abbiamo appreso, per caso, della poliemica concernente la statua del bacio tra il Marine e l’Infermiera, rimasta per quasi tre anni a svettare sulla Marina di una città che è stata vittima di più ottanta bombardamenti americani e che alla fine della seconda guerra mondiale era solo un cumulo di macerie. Un semplice e naturale sentimento di decenza non avrebbe mai dovuto ammettere la presenza di quella statua in quella città neanche per un solo giorno”. Questo è invece quanto affermato da Athena, Associazione europea per la difesa delle lingue e della cultura d’Europa. “Vorremmo pertanto esprimere il nostro appoggio al sindaco Antonio Cozzolino- hanno aggiunto – che ha saputo dare una risposta politica chiara, intelligente e responsabile sulla faccenda che i commenti di cittadini e turisti apatridi, incolti e superficiali deviavano su un terreno impraticabile dal semplice buonsenso. In un’Italia devastata da una crisi senza precedenti che, al contrario di quanto si proclama, è anzitutto culturale e identitaria, è confortante scoprire l’emergere di forze politiche che potrebbero essere in grado di affrontarla nei sui termini reali, arginarla e sconfiggerla”.

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

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