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"La città si indigni per la sanità, non per la statua del bacio"

CIVITAVECCHIA - Rifondazione Comunista interviene sulle polemiche suscitate dalla rimozione dell'opera

CIVITAVECCHIA - Rifondazione Comunista interviene sulle polemiche suscitate dalla rimozione dell'opera

CIVITAVECCHIA – “In queste ore si è detto molto sull’opera di pop art di dubbio gusto che ha soggiornato nella nostra città negli ultimi tempi, e che i cittadini ignari hanno visto partire per approdare verso altri lidi – inizia così un comunicato del Circolo “Massimo Pelosi” di Rifondazione Comunista di Civitavecchia – parte della città recepita la notizia sembrava sul punto di insorgere. La stampa o i politici sui social network, monotematici per un’intera giornata, non hanno esitato a dar voce a cotanta indignazione per la rimozione coatta di quella statua raffigurante la foto di A. Eisenstaedt (e maldestramente rappresentata nella scultura di Seward Johnson), scattata a Times Square dopo lo scoppio delle atomiche su Hiroshima e Nagasaki, che sancirono appunto la “resa incondizionata” dell’imperatore Giapponese Hirohito e la fine del conflitto nel Pacifico.
Ebbene sembrerebbe che quella statua da sola basti a far dimenticare che i civitavecchiesi (come i giapponesi) sotto i bombardamenti di 71 anni fa non vivessero quella spensieratezza da baci, e che di certo molti non la vivono oggi, stretti nel morso di una crisi persistente con politiche di spending review ed austerity proposte ad oltranza dal Governo renzista.
Siamo infatti molto sorpresi di vedere gli interi schieramenti d’opposizione scaldarsi gli animi davanti a quell’opera di pop art eretta arbitrariamente a “simbolo di Civitavecchia nel mondo” cercando di bloccare gli operai e le gru, ma allo stesso tempo ignorare o glissare quando si parla della annunciata chiusura del centro trasfusionale dell’ospedale S. Paolo. Proprio nel giorno in cui la ASL annuncia un taglio di altri 500 posti letto nella provincia di Roma e a Civitavecchia.
Come ci informa anche Ivano Caponero ex dipendente ASL nonche’ donatore con ben 137 donazioni al suo attivo, il presidente Zingaretti va avanti sulla sua strada all’unanimità col PD cittadino e nella noncuranza del resto dell’opposizione (compresa quella regionale). Infatti dopo aver deciso di tener chiuso il sabato mattina l’ambulatorio di Via Etruria causa “spending review”, ci si appresta a chiudere il centro raccolta trasfusionale, che trasporterà le sacche di sangue a Roma affidando inoltre, come ci riferiscono, il servizio di trasporto ad un privato e quindi esternalizzando ulteriormente il servizio pubblico.
Rifondazione Comunista si oppone a tale decisione che lascerebbe l’utenza civitavecchiese sguarnita di sacche di sangue all’occorrenza, pur avendo moltissimi donatori e un numero non certo esiguo di assistiti.
Contro tale provvedimento effettuiamo quotidianamente una raccolta firme presso la nostra sede e periodicamente presso il mercato e l’ASL di via Terme di Traiano. Invitiamo tutti i cittadini ad aderirvi per la difesa della sanità come bene comune”.

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