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Loculi, ne rimangono poco più di 100

Loculi, ne rimangono poco più di 100

CIMITERI. Già lo scorso anno, a novembre, si affacciò l’emergenza. L’ex delegato Gaggioli chiede chiarimenti. Intanto prosegue l’iter per la realizzazione di un impianto di cremazione a via Braccianese Claudia

CIVITAVECCHIA – Ad ottobre dello scorso anno era stato l’ex delegato ai cimiteri e al decoro pubblico Ignazio Gaggioli a lanciare l’allarme: «Occorre un intervento serio, perché sono rimasti circa 350 loculi disponibili, per un’autonomia di circa un anno». Un anno e passato, e cosa è stato fatto? A quanto pare nulla e l’emergenza torna ad affacciarsi in modo preoccupante. Secondo gli ultimi calcoli, tra i due cimiteri cittadini, si conta una disponibilità di circa 100/150 loculi. Pochi, se non si è pensato ad una adeguata programmazione con un impegno preciso in termini economici e di interventi. La passata amministrazione aveva annunciato l’ipotesi di ricorrere ad un project financing per la realizzazione di almeno 3000 nuovi loculi, per non farsi trovare impreparati e dover ricorrere, come nel ‘95, alla confisca. Ed oggi? Quale è l’intenzione della nuova giunta? «Mi stupisce – ha commentato Gaggioli – che nessuno si sia interessato finora ai problemi dei cimiteri, loculi in primis. Avevamo iniziato con l’informatizzazione delle due strutture, pianificando una serie di interventi di manutenzione e sistemazione, a partire dall’area dedicata ai Vigili del Fuoco, per dare decoro ai due cimiteri. Avevamo anche recuperato circa 600 mila euro per la messa in sicurezza, a partire dagli ascensori». Gaggioli suggerisce anche di mettere in sicurezza l’attraversamento pedonale di fronte al cimitero di via Aurelia nord, «con un impianto semaforitco – ha aggiunto – oppure con dei dossi». Intanto sembrerebbe procedere la questione relativa alla realizzazione, in project financing, di un impianto di cremazione e urne cinerarie presso il nuovo cimitero di via Braccianese Claudia. È di qualche giorno fa, infatti, la determina dirigenziale per l’aggiudicazione definitiva della concessione per la progettazione dell’opera ad una delle due società che hanno inviato le offerte. Anche se nei mesi scorsi i residenti dell’area attorno al cimitero avevano avviato una raccolta firme, protocollata poi al Pincio durante la gestione commissariale, per chiedere la sospensione dell’iter della gara in via cautelativa e in autotutela, preoccupati soprattutto sotto il profilo ambientale: secondo i firmatari della richiesta, infatti, il forno crematorio non sarebbe un semplice e ridotto impianto per coprire le necessità della città, «ma – hanno sottolineato – una vera e propria attività industriale».

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