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Palloncini e applausi per salutare Denny

Palloncini e applausi per salutare Denny

Tantissime persone hanno affollato la cattedrale per i funerali del 19enne che ha perso la vita nell’incidente di viale Baccelli. Lacrime e commozione davanti alla chiesa all’arrivo del feretro accolto con la canzone di Giorgia ‘‘Quando una stella muore’’

di FABIO MARUCCI

CIVITAVECCHIA – I rintocchi delle campane non ce l’hanno fatta a coprire le note della canzone di Giorgia, che gli amici di Denny Trombetta, all’arrivo in cattedrale della loro “stella”, per la celebrazione dei funerali, hanno voluto dedicare al giovane che ha perso la vita la scorsa settimana nell’incidente avvenuto di notte a viale Baccelli. “Cambia il cielo, cambia la musica dell’anima, ma tu resti qui con me. Quando una stella muore,  fa male”. L’ampio spazio davanti alla chiesa era stracolmo di gente da oltre due ore e la cattedrale a malapena è riuscita a contenere tutte le persone. Il dolore, quello raccontato da Giorgia nella canzone scelta per Denny, si percepiva nell’aria: i volti dei presenti da soli bastavano a rappresentare la ferita profonda di una comunità per una morte impossibile da spiegare. Perché 19 anni sono davvero pochi per morire tragicamente. Ad attendere il feretro tantissimi giovani civitavecchiesi con le lacrime agli occhi, gli amici di Denny e dei suoi fratelli. C’erano anche il sindaco Antonio Cozzolino e l’assessore alla Sicurezza del Comune di Ladispoli, Roberto Rossi. Il papà Luca e la mamma Anna sono stati travolti dagli abbracci sinceri di chi ha voluto unirsi al loro dolore, anche la Polizia stradale di Ladispoli ha scelto di scortare il carro funebre. E poi tanti palloncini bianchi, tenuti stretti tra le mani dai giovanissimi calciatori del Civitavecchia e del Ladispoli. La partecipazione della comunità al lutto che ha colpito la famiglia Trombetta è stata rappresentata in uno scrosciante applauso che ha accompagnato la bara coperta da una maglia da portiere fino all’altare per la messa, durante la quale il sacerdote ha usato parole di conforto per la famiglia del 19enne. I palloncini sono rimasti fuori, stretti tra le mani degli amici profondamente provati, poi, all’uscita del feretro, sono stati liberati e in tanti hanno invocato ripetutamente il nome di Denny a voce alta, come si fa allo stadio per un campione. Nessuno ha lasciato l’area, nessuno si è mosso: occhi gonfi di lacrime inchiodati al carro funebre fino a quando non si è allontanato per raggiungere il cimitero. E “tra lo stomaco e i pensieri più invisibili”, come canta Giorgia, è rimasta la disperazione di chi ha perso qualcosa di importante, Denny, la stella più brillante che nonostante i lividi e le ferite ora è partita alla volta del cielo, accompagnata da un unico grande bacio. Un nuovo angelo sta per raggiungere l’infinito, “e l’universo se ne accorgerà”. 

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