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Tirreno Power, sollecitato l'incontro al Mise

Tirreno Power, sollecitato l'incontro al Mise

Nuova riunione a Roma con l’azienda per definire la situazione occupazionale dei diversi siti produttivi. Identificati 116 esuberi vicini alla pensione: da valutare altre 10 richieste. Il futuro della centrale Tvs appeso alla decisione su Vado Ligure

CIVITAVECCHIA – Nuovo incontro sul futuro dei lavoratori elettrici di Tirreno Power. Sindacati ed azienda si sono incontrati di nuovo, a livello nazionale, giovedì pomeriggio, per la chiusura della prima fase dell’accordo del 7 luglio scorso. Sono stati, in questo senso, identificati esuberi vicini alla pensione, scongiurando di fatto licenziamenti di lavoratori giovani. Le adesioni volontarie all’uscita dall’azienda sono 116, rispetto alle 111 previste: secondo i sindacati, quindi, in attesa di conoscere cosa accadrà ai gruppi a carbone di Vado Ligure, il tema uscite è definitivamente risolto. Ci sono ulteriori 10 richieste di adesione all’accordo arrivate fuori tempo massimo (6 Napoli, 2 Civitavecchia, 2 Vado) che l’azienda si riserva di valutare, con riferimento ai costi, visto che si è già andati oltre ai numeri previsti. «L’auspicio – hanno spiegato dalla Filctem – è che entro il mese di ottobre si definisca la questione del rilascio della nuova Aia per Vado Ligure». Nel frattempo proprio i sindacati hanno deciso di sollecitare il Mise per la convocazione, al più presto, dell’incontro istituzionale, garantito per settembre. «Senza lo sblocco positivo della situazione a Vado Ligure la vicenda risulta tutt’altro che risolta – hanno aggiunto – e non solo per quel sito produttivo». Rimane aperta la gestione degli eventuali esuberi che l’azienda pensa di avere nei suoi impianti, in particolare a Torrevaldaliga Sud, a Civitavecchia: l’obiettivo è cercare tutti gli strumenti idonei e meno traumatici per i lavoratori diretti e indiretti impegnati nel sito.

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